Non ci sono iscritti sufficienti, promossi anche gli sconosciuti

Roma«Il vicepresidente di Futuro e Libertà, Italo Bocchino, ha nominato Commissario regionale del Lazio l’onorevole Giulio La Starza». Onorevole La Starza? I deputati di Futuro e Libertà alla Camera sono ora 27, da 34 che erano quando sono nati politicamente con Fli, nell’estate del 2010. E tra i 27 La Starza non c’è. Con tutto il rispetto, chi è? E’ un ex An, ma ex ex, nel senso che è stato eletto nel 2001, mentre nel 2006 è risultato primo dei non eletti. Insomma, non proprio un colonnello di prima fila, anche se nel suo curriculum online alla voce hobby brilla la pesca subacquea, medaglia al valore per un palombaro sfegatato come Gianfranco Fini. La Starza, anche se non ha un pedigree da generale, è sicuramente molto stimato dal presidente della Camera. Certo è però che con la fuga di molti dal partito, in Fli sembra stia succedendo un paradosso: ci sono più poltrone che uomini, tanto da dover affondare nel passato per trovare uomini fidati. O da assegnare più di una poltrona alla stessa persona, calcolando i ruoli interni alla Camera e la scacchiera di coordinatori-commissari regionali e provinciali.
L’altra novità di ieri in casa Fli è la nomina di Flavia Perina, già direttrice del Secolo d’Italia, a commissario per la città di Roma. Al posto di uno dei due, La Starza e Perina, in realtà avrebbe dovuto sedere Antonio Buonfiglio, l’ultimo dei transfughi di Fli. Buonfiglio non si è presentato in aula nell’ultimo voto di fiducia del 14 ottobre, assenza che equivale a un addio a Fini. Ma nel Lazio il fondatore di Futuro e Libertà ha perso anche Silvano Moffa (ormai un anno fa). Senza considerare l’addio estivo di due veri big del partito: Adolfo Urso e Andrea Ronchi.
Proprio la mancanza delle prime file sta costringendo il partito a una distribuzione di poltrone che a volte non corrispondono con la sede di appartenenza dei deputati, e in alcuni casi a una duplicazione di ruoli di peso. La Perina per esempio, oltre che essere neocommissaria della capitale, è anche responsabile del dipartimento integrazione e diritti civili. Benedetto Della Vedova, il presidente dei deputati, è stato per alcuni mesi coordinatore piemontese, pur non essendo piemontese, anche se eletto nel 2008 nella circoscrizione Piemonte 1 (è Lombardo di Sondrio). Dopo che sono scappati anche Rossi e Siliquini, a fare il coordinatore del Piemonte è ora Donato Scanderebech, di cui si ricorda il triplo passaggio di partito Udc-Pdl-Fli in questa legislatura.
Dall’organigramma risulta poi che Carmelo Briguglio è sia coordinatore della Sicilia che coordinatore a Ragusa. Ma è soprattutto vicepresidente vicario dei deputati del gruppo. In questa regione ha lasciato Fli uno dei punti di riferimento al sud, Pippo Scalia. Giorgio Conte è sia vicecapogruppo alla Camera che coordinatore del Veneto. Carmine Patarino è sempre vicepresidente e anche coordinatore a Taranto. E così molti altri: pochi ma fedeli e premiati.