Non ci sono più figli di serie B Pari diritti per legittimi e naturali

RomaUn’altra vittoria per la famiglia. Ieri la Camera ha approvato una proposta di legge che cancella l’odiosa distinzione tra figli legittimi e naturali. Se arriverà l’avallo del Senato, in Italia non ci saranno più bimbi di serie A e B.
La nuova normativa, infatti, modifica il Codice Civile in materia di riconoscimento dei figli naturali, cancellando l’istituto della legittimazione e inserendo ogni bambino nella sua famiglia, parentela compresa, fin dall’istante del suo riconoscimento, con diritti pieni anche nel campo della successione ereditaria. «La riforma del diritto di famiglia del ’75 - ha sottolineato Alessandra Mussolini, relatrice del testo e presidente della commissione parlamentare per l’infanzia - stabiliva principi innovativi tra i coniugi, ma non eliminava del discriminazioni e differenze tra i figli nati all’interno e fuori dal matrimonio». Questa proposta, approvata all’unanimità salvo un astenuto, stabilisce invece un unico status giuridico per tutti i figli, anche quelli naturali. Così tutti i bambini, anche quelli nati fuori dal vincolo coniugale, potranno avere nonni, zii, fratelli, e più in generale vincoli parentali che prima venivano negati loro in assenza di legittimazione.
Il punto più dibattuto ha riguardato invece il riconoscimento tardivo da parte del padre di un figlio allevato per anni soltanto dalla madre: è stato deciso che il bambino avrà facoltà di mantenere il cognome della donna, al quale potrà aggiungere quello del padre. Non sarà possibile, invece, sostituire il cognome materno con quello paterno. Soddisfatta si è detta la deputata Barbara Saltamartini, vicepresidente del Gruppo PdL alla Camera: «La politica e le leggi devono dare risposte adeguate al cambiamento - ha detto -. In Italia, la percentuale dei figli nati fuori dal matrimonio si attesta intorno al 18 per cento ed è raddoppiata nel corso degli ultimi anni». «Con l’approvazione di questo provvedimento il nostro Paese scrive oggi una bella pagina - ha commentato Elisabetta Alberti Casellati, sottosegretario alla Giustizia -. Si chiude un’era e se ne apre un’altra: per la legge i figli, da adesso in poi, saranno figli e basta, senza più aggettivi o differenze».
Tutti, però, avranno dei doveri e saranno chiamati a mantenere, in caso di difficoltà, i genitori. Di «svolta» parla infine Gian Ettore Gassani, presidente nazionale dell’Associazione avvocati matrimonialisti italiani. «Se verrà approvata dal Senato questa legge cancellerà secoli di arretratezza culturale, sociale e giuridica - ha spiegato -. Ma non basta. In Italia 100mila bambini l’anno nascono fuori dal matrimonio. Da noi oggi vige la competenza del Giudice ordinario per i figli “legittimi” e di quello minorile per i “naturali”. Tutti invece devono essere tutelati da un unico giudice, quello ordinario, perché qualsiasi segnale di differenziazione costituisce una discriminazione».