«Non ci sono soldi delle borse di studio»: preso a calci e pugni

Gaetano Ravanà

da Licata (Agrigento)

È stato aggredito con calci e pugni, ieri mattina, il direttore dell'istituto di credito San Francesco di Licata di via Sant'Angelo. Autori dell'inqualificabile gesto, alcuni genitori di ragazzi che frequentano la scuola dell'obbligo e che vantano dal Comune una borsa di studio. L'amministrazione comunale aveva riferito ai genitori che la corresponsione della borsa di studio sarebbe stata pagata ieri. E per incassare, ancora prima dell'apertura dell'istituto di credito, una folla di circa trecento persone si era radunata nel portone d'ingresso.
Il direttore Agostino Santamaria, subito dopo il suo arrivo si è sorpreso e ha chiesto il motivo di quella ressa. Alcuni genitori hanno spiegato che attendevano il denaro promesso e solo allora Santamaria ha spiegato che sarebbe stato necessario attendere almeno altri sei-sette giorni perché bisogna redigere l'anagrafe tributaria. Gli animi si sono subito surriscaldati e alcuni genitori esagitati, hanno cominciato a colpire il direttore dell'istituto di credito che a stento è riuscito a rifugiarsi in banca. Scattato l'allarme sul posto sono arrivati alcuni agenti della polizia municipale che per l'intera giornata hanno effettuato un servizio di controllo dinanzi all'istituto di credito. Agostino Santamaria, scosso e pesto, spiega: «Per le scuole elementari la borsa di studio ammonta a 75,50 euro, mentre per gli studenti di scuola media inferiore, l'importo è di 105,70 euro. Non eravamo a conoscenza della decisione dell'amministrazione comunale e proprio per questo motivo, il sottoscritto e gli altri impiegati si sono trovati spiazzati. Pagheremo il dovuto da lunedì prossimo sei febbraio seguendo l'ordine alfabetico degli aventi diritto». L'atteggiamento violento di alcuni genitori è spiegabile con i problemi di carattere sociale, che purtroppo a Licata stanno assumendo connotati davvero preoccupanti.