Non ci sono solo nuvole nel futuro di Malpensa

da Roma

La cessione di Alitalia segnerà in negativo anche il destino di Malpensa? La risposta al quesito non è necessariamente affermativa perché lo scalo milanese potrebbe continuare a svilupparsi anche senza la liaison con il vettore italiano.
Bisogna, tuttavia, esaminare i singoli scenari che si potrebbero profilare a seconda degli esiti della cessione del 49,9% in mano al Tesoro. Partendo da quello in apparenza meno incoraggiante, ossia la vittoria di Air France-Klm. Il gruppo franco-olandese ha già fatto intendere di voler seguire le indicazioni del piano di Maurizio Prato, ossia enfasi su Fiumicino e razionalizzazione dello scalo lombardo sulla clientela business e sul point-to-point (le coincidenze verso altri hub europei per le destinazioni intercontinentali).
Il ridimensionamento comporterebbe una riduzione degli slot (le fasce orarie destinate agli aeromobili, ndr) attualmente utilizzati da Alitalia. Lasciando campo aperto a Lufthansa e ai suoi partner di Star Alliance. Già a novembre il direttore generale per l’Italia della compagnia tedesca, Hubert Frach, aveva manifestato interesse per gli slot. Dall’altra parte, la stessa Star Alliance ha invitato la Sea (il gestore di Malpensa presieduto da Giuseppe Bonomi) a migliorare le infrastrutture aeroportuali «senza oneri aggiuntivi per i vettori» in vista dell’ingresso di 4 nuove società nella compagnia.
E forse anche a questa eventualità alludeva ieri il governatore della Lombardia, Roberto Formigoni, asserendo che la situazione di Lufthansa «forse non è ancora definita». Se poi dovesse prevalere Air One con i suoi alleati bancari (Intesa Sanpaolo in primis), il futuro apparirebbe meno problematico. Air One intende puntare su Milano ed è pure partner di Lufthansa. La fase intermedia di ristrutturazione sarebbe meno problematica. Fermo restando che lo sviluppo delle rotte internazionali è previsto dal piano messo a punto con Goldman Sachs. Sea e la Regione Lombardia, perciò, hanno ancora frecce al loro arco.