Non colorate la cultura solo di rosso

Ho letto con interesse la lettera aperta dello scrittore Gianni Biondillo all'assessore alla Cultura Vittorio Sgarbi. Sono d'accordo con Biondillo sulla necessità di organizzare manifestazioni culturali anche in luoghi periferici, tradizionalmente snobbati dai frequentatori dei salotti buoni. Mi associo dunque alla sua richiesta di patrocinio alle biblioteche rionali di tutta la città, comprese quelle del Gratosoglio, della Bovisa, di Quarto Oggiaro e di Baggio. Sono realtà che conosco bene, sia per la mia attività di giornalista che per quella di autore spesso itinerante. Di recente ho avuto modo di scoprire il circuito delle biblioteche della provincia di Milano, partecipando a numerosi incontri «alla periferia», proprio come auspica Biondillo. Sono poi lietissimo che proprio Il Giornale si sia fatto carico di pubblicare questo sacrosanto appello e che abbia dato ampia notizia della manifestazione letteraria «La biblioteca in giardino», che si svolgerà appunto in varie biblioteche periferiche milanesi. È ora però di cominciare a far presente che a simili manifestazioni vengono invitati esponenti della cultura tutti chiaramente legati tra loro da affinità non solo empatiche, ma anche politiche. Guarda caso, ben pochi di loro dichiarano di leggere Il Giornale, anzi si vantano di non leggerlo. Infine, e qui chiedo che mi sia consentita una breve considerazione personale, trovo curioso che a simili manifestazioni, patrocinate da fondi pubblici, non vengano invitati scrittori come me, che pure hanno l'abitudine di esporsi volentieri in pubblico e spesso proprio nelle biblioteche civiche in tutta Italia. Non voglio usare parole forti, ma sento odore di discriminazione, proprio là dove il confronto della cultura gradirebbe un approccio democratico. Rimango dunque a disposizione degli organizzatori di qualunque manifestazione letteraria per portare, addirittura gratis, anche il mio modesto contributo.
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