«Non dare la birra al pesce rosso» Ecco i divieti più pazzi del mondo

Facile dire «fatta la legge, gabbato lo santo». Ancor più facile constatare che alcune leggi, più che «gabbarli», i santi li fanno rotolare per terra (o in cielo) dal ridere. Sono norme, divieti, regolamenti che giacciono nelle polverose soffitte dei codici e che nessuno si prende la briga di rottamare come meriterebbero. L’ultimo esempio viene da Parigi. Ebbene, San Dionigi (che fa anche rima), protettore della Ville Lumière, da oltre due secoli sghignazza al solo pensiero che, sulla rive gauche e sulla droite, per par condicio, le signore e signorine, indossando i pantaloni commettono un atto pericolosamente rivoluzionario, indice di sanculottismo, quindi perseguito dalla polizia. Lo prevede un’ordinanza datata 1799: «ogni donna che desidera vestirsi da uomo deve presentarsi alla prefettura di polizia per ottenere l’autorizzazione». No autorizzazione, no braghe, fossero anche quelle griffate Yves Saint Laurent. Vedremo se la parlamentare socialista Maryvonne Blondin, partita gonna in resta contro tale archeologico abominio, riuscirà a far abrogare la comica ingiunzione.
Ma lo stupidario legislativo (per fortuna puramente teorico - ve l’immaginate un flic elevare salata contravvenzione a una dame, magari proprio alla premiere, Carlà, colpevole di celare le ben tornite gambe?) non ha limiti. Per restare Oltralpe, passerebbe seri guai l’allevatore che, imitando George Orwell, affibbiasse a un maiale il nome di Napoleone. E a proposito di porci: meno male che in Florida le femmine di porcospino sono sottratte agli appetiti sessuali degli uomini, se no, chissà quanti maniaci zoofili affollerebbero i pronto soccorso di Miami... L’animalismo, negli Usa, raggiunge vette bestiali: nell’Ohio la scure della Giustizia è pronta ad abbattersi su chi offre una birra a un pesce, mentre in Alaska è vietato svegliare gli orsi per fotografarli. Invece, nel Wyoming paparazzare i conigli è concesso 11 mesi l’anno: in giugno i simpatici roditori sono tutelati dall’invadenza dei Fabrizio Corona campagnoli. E se qui, dietro l’angolo di casa nostra, nelle severissime aule dove si riuniscono i cervelloni dell’Unione europea, si dibatte su lunghezza e circonferenza di zucchini e patate in attesa di essere mandati, come suggerivano i vecchi milanesi, «in Africa a drissà i banan», nel resto del mondo il teatro degli assurdi giuridici offre senza soste spettacoli degni di Beckett e Ionesco. Sono antologizzati da Nathan Belofsky in The book of strange and curious legal oddities (Barnes&Noble, 2010), o nel sito Dumb Laws, o da Silvio Boccalatte, fellow dell’Istituto Bruno Leoni, nel suo gustoso focus dedicato a «Le proposte più pazze del mondo 2010». Oltre che nel gruppo Facebook su «le leggi più strane del mondo».
Gli Stati Uniti sono una miniera a cielo aperto. Ecco un assaggio delle idiozie a stelle e strisce. A Wilbur (Washington), è illegale montare cavalli brutti, mentre a San Francisco accumulare letame di cavallo agli angoli delle strade è concesso, a patto di non superare i sei piedi d’altezza; a Salt Lake County (Utah), si rischia grosso camminando per strada con un violino in un sacchetto di carta e se, trovandovi in Georgia, vi venisse voglia di andare a zonzo con un gelato nella tasca posteriore dei pantaloni, per carità, non fatelo di domenica! Il proverbiale acume yankee è poi testimoniato dalla norma in vigore a Danville, Pennsylvania: tutti gli idranti antincendio devono essere verificati un’ora prima degli incendi. Peccato che gli incendi non lo sappiano...
E l’Italia? Tranquilli, ci siamo anche noi. Due chicche: il sindaco di Eraclea ha dichiarato illegali i castelli di sabbia e quello di Vicenza vieta agli over 70 di sedersi sulle panchine pubbliche. In campo nazionale, a dispetto dei vari gay-pride, sono fuorilegge gli uomini che indossano gonne. Chi è pronto a insorgere contro i soliti omofobi, si consoli pensando che qualcuno se la passa peggio. La professione di ciarlatano, ci crediate o no, è bandita. Quando si dice il gatto che si morde la coda...