«Non date alloggi agli immigrati», scontro a Treviso

Appello del vicesindaco leghista Gentilini ai residenti di un quartiere cittadino. Dura reazione della Cgil: «Sono posizioni razziste»

da Treviso

Lo «sceriffo leghista» torna a ruggire contro gli immigrati, e a Treviso scoppia la polemica. Dura presa di posizione della Cgil provinciale dopo che il vicesindaco Giancarlo Gentilini, ha invitato i residenti di un quartiere della città, durante una cerimonia pubblica, a non vendere o affittare case agli extracomunitari.
«L’incitazione alla segregazione razziale e l’invocazione alla discriminazione su base etnica sono o non sono reati?». Se lo chiede, facendo riferimento a notizie di stampa, il segretario della Cgil di Treviso, Paolino Barbiero, secondo cui le parole del vicesindaco di Treviso, rappresentano «l’ultimo episodio di una barbarie verbale che lascia profondamente disgustati». Nel corso del suo intervento, Gentilini avrebbe indicato di preferire la «razza Piave» rispetto a tutte le altre etnie.
«Queste affermazioni - ha proseguito Barbiero - non c’entrano nulla con le invocazioni alla legalità. Onestamente, più delle farneticazioni di Gentilini, ci preoccupa l’apparente consenso con cui questi deliri vengono accolti da una parte della popolazione».
Sulla vicenda sono intervenuti anche il presidente del Centro di servizio per il volontariato, Alfio Bolzonello, e il presidente del Coordinamento delle associazioni di volontariato, Giovanni Grillo, i quali vorrebbero invece da Gentilini «una soluzione per le centinaia di immigrati che già vivono in quel quartiere, molti dei quali in case di loro proprietà».
Nessun altro commento da parte dell’amministratore leghista, che non ha mai nascosto di perseguire la tolleranza zero contro l’immigrazione clandestina. Le sue prese di posizione gli hanno procurato continui attacchi della sinistra, mentre l’elettorato locale lo ha costantemente premiato negli ultimi anni alle elezioni amministrative. Prima di essere vicesindaco Gentilini aveva guidato Treviso per i due mandati consentiti dalla legge.