«Non date consigli al Papa»

Lettera aperta ad un sacerdote. Reverendo, sono venuto a conoscenza - tramite la stampa - dei consigli che intende dare al Santo Padre circa un personaggio politico che non meriterebbe un’udienza pontificia. Io personalmente non mi sono mai permesso di dar consigli, non solo al Papa, ma neppure al mio vescovo o al mio parroco; ma ognuno è fatto in modo diverso dagli altri e non voglio pertanto consigliare neppure lei.
Io non ho la sua cultura: ho soltanto insegnato per trent'anni all’Università. Ora, compiuti da un bel pezzo gli ottant’anni, mi diletto ancora nella ricerca che, dato che si riferisce alla filologia ed alla linguistica, non mi è impossibile svolgere muovendomi poco da casa.
Preciso ancora che sono figlio di un operaio. Faccio un’altra premessa. Sono abituato a ridurre ogni questione ai minimi termini, per usare la terminologia tipica dell’aritmetica.
Veniamo dunque al nocciolo della questione. Io sono di fronte a lei un cattolico ignorante, ma mi sembra proprio di aver compreso qualche punto fondamentale della religione che professo e dalla quale traggo linfa vitale (non è retorica!) per la mia esistenza che sta volgendo al termine. Se mi guardo intorno - da ignorante quale sono - vedo uno schieramento politico che ha le sue radici e la sua essenza nel materialismo ammirato e vezzeggiato da certi che si professano cattolici. Sfido chiunque a dimostrare la falsità delle mie affermazioni con precisi dati di fatto che esulino dal puro retoricume.
La natura materialistica delle concezioni che caratterizzano un certo schieramento si esplica in certe concrete iniziative e proposte che mirano al disfacimento della famiglia - ad esempio - nonchè dei principi elementari dell’etica sessuale. Sono fatti che sono sotto gli occhi di tutti. A me, figlio di operai, che ho vissuto una fanciullezza ed un’adolescenza che più povere non potevano essere, sinceramente ripugna seguire uno schieramento che - in teoria e nella prassi - calpesta quei principi per i quali vivo e ho voglia di vivere. Questo è il metro con cui misuro le forze in campo nell’agone politico. Naturalmente non esiste la perfezione in nessuno degli schieramenti partitici: ho scritto molti anni fa anche una monografia sul Machiavelli e pertanto - anche se sono un ignorante - non sono ingenuo in modo totale. Comunque non posso assolutamente seguire coloro che - ripeto il concetto - calpestano nel modo più evidente le norme del vivere cristiano. Se non posso seguire la perfezione (che difficilmente esiste) mi si permetterà almeno di accontentarmi del male minore, e di gran lunga minore.
La prego di non considerare le mie considerazioni come un consiglio, perché ripeto che consigli non ne do a nessuno, e tanto meno se non richiesti. Volevo soltanto esporle umilmente un punto di vista che non collima con il suo.
Genova