An: «Non diamo il porto in mano a un riciclato»

Esperto di trasporti, profondo conoscitore del porto della Superba e di tutte le realtà che intorno ad esso orbitano ma, soprattutto, genovese. Sarebbero questi i requisiti fondamentali per il futuro presidente dell'autorità portuale di Genova. Almeno secondo Giuseppe Murolo e Giuseppe Rotunno, rispettivamente consigliere comunale e capogruppo in consiglio provinciale di An. Entrambi chiedono che i criteri per la scelta della prossima guida dell'authority vengano rivisti, per lasciare fuori dai giochi le tessere dei partiti. Per la legge in vigore (la 84/94) sono infatti Comune, Provincia e Camera di commercio a dover preparare una terna di candidati. Tra questi, ministro dei Trasporti e Regione, sceglieranno il nuovo presidente. «Se il porto di Genova si avvia a diventare sempre più importante sullo scenario europeo - spiega Murolo - è altrettanto importante che chi lo governa sia preparato». L'alternativa quindi sarebbe programmare, prima della scelta ufficiale del «trio», un tavolo di lavoro con spedizionieri, agenti marittimi e i soggetti della vita portuale per scegliere, insieme, il candidato migliore. «Condivisione e trasparenza» devono essere i punti fondamentali. Il nuovo presidente non avrà vita facile: «Il porto di Genova ha problematiche gravi, da affrontare subito, come l'insabbiamento dei canali - dice Rotunno -. Ma altri più grandi, come la viabilità, sulla quale l'autorità portuale deve dire la sua: Terzo valico, Gronda alta, Gronda bassa, Corridoio 24».
Nella sua ultima visita a Genova, il ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi ha annunciato di essere «lì lì per chiedere agli enti preposti» la rosa di nomi. «Il rischio è che una carica così strategica possa finire nelle mani di qualche tesserato di partito - commenta Giuseppe Murolo al telefono, perché la conferenza stampa prevista per il primo pomeriggio su questi temi è poi stata annullata -. Un politico non preparato, magari un “riciclato”». Il nuovo presidente, per An, potrebbe - e dovrebbe - uscire dalla società civile. Qualche nome? «Noi non ne abbiamo - conclude Rotunno -. E non ne vogliamo fare». Il progetto sarà presentato al Comune e alla Provincia la prossima settimana. La scadenza di Novi (febbraio 2008) si avvicina.