Non diamo troppo peso alle strategie

Enrico Benzing Tutto ci si poteva aspettare, dalla Frerrari in Malesia, tranne quel ripetuto inconveniente motoristico, con procedure precauzionali. Inconveniente che, a voler ben osservare, ha avuto più i caratteri dello smaltimento termico, che dei cedimenti, tipo Cosworth e Bmw, con plateali fumate e con sforacchiamenti di pistoni. Ma, alla fine, i due guai sono convergenti e l'insuccesso, per il Cavallino, è stato cocente, con tempi sul giro peggiori di un paio di decimi fino a oltre mezzo secondo, rispetto ai migliori avversari. Ciò che ha segnato anche una battuta d'arresto nella contesa Bridgestone-Michelin. Certo, a notare con quanta cura - quasi ossessiva - i concorrenti con pneumatici francesi hanno cercato di conservare molte coperture nuove per la gara, vien da ribadire l'esistenza di eccessive differenze di resa, che non sono registrate, in egual misura, con il materiale giapponese. Eppure, il regolamento proibisce diversità di mescola tra i vari strati del battistrada. Ma chi volete che si prenda la briga di controllare, non essendovi nemmeno i termini (vedi scanalature) per la squalifica? E, allora, che cosa aspetta la Bridgestone a lanciarsi sulla stessa strada tecnica?
Non diamo, poi, troppa importanza alle strategie: dopo tutto Fisichella, con la sua stupenda prova, e Alonso hanno fatto il primo stint al 30 e al 46% rispettivamente; Schumacher, su due pit-stop (secondo prolungato), ha resistito fino al 41%, contro l'unica scelta salomonica del 52% di Massa. Solo che il grande Schumi, superbo nei sorpassi iniziali, è stato troppo lento, sicuramente per cause tecniche (anche nei confronti di Massa), nel secondo tratto, fino all'80%, coinciso con il suo miglior giro. In ogni caso, è stata una lotta impari, con motori incerottati. E non credo neppure alla diagnosi di Button sui tre motori più dotati del momento, visto che la Ferrari è stata la più veloce in gara. Ora, ci vorrà un gran premio meno anomalo.