«Non dobbiamo ricandidare chi lascia buchi di bilancio»

La proposta del sottosegretario Crosetto: «Bisogna istituire la responsabilità patrimoniale oggettiva per amministratori e alti dirigenti»

da Milano

Il tema è quanto mai d’attualità. Il caso del Comune di Roma è il più recente e forse più eclatante, ma non sono pochi gli esempi di amministratori - locali e non solo - che appena insediati si ritrovano sulle spalle debiti non propri da onorare. Di qui la proposta del sottosegretario alla Difesa e responsabile Attività produttive e credito di Forza Italia, onorevole Guido Crosetto: rendere ineleggibili amministratori o alti dirigenti di enti pubblici che abbiano lasciato «buchi» in bilancio. Una proposta-provocazione, in linea con la politica di trasparenza nella pubblica amministrazione promossa dal ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta.
Onorevole Crosetto, come è nata questa idea?
«La filosofia del provvedimento è semplice. Allo stato attuale le persone che lasciano “buchi” o peggiorano i conti degli enti pubblici non rischiano assolutamente nulla. E invece devono avere delle responsabilità. Siamo al paradosso. Chi va ad amministrare si indebita perché più debiti fa più cose riesce a realizzare: a volte sono meritorie, come nel caso delle opere pubbliche, altre volte invece “compra” in questo modo il consenso indipendentemente da quello che realizza».
Qualche esempio?
«Sono una miriade, dall’amministratore della Asl che aveva lasciato un miliardo di “buco” e che poi, candidandosi, risultò il primo degli eletti a tanti che sono stati premiati politicamente a prescindere dall’uso corretto dei fondi pubblici. È un circolo vizioso che va spezzato».
In che modo?
«Bisogna mettere di fronte alla responsabilità patrimoniale l’amministratore o l’alto dirigente dell’ente pubblico. Io propongo di ritornare alla stessa regola che un tempo valeva per commercianti e artigiani che fallivano: per cinque anni dopo il fallimento niente diritto all’elettorato attivo e passivo. È molto semplice, ma credo che possa essere efficace per mettere un freno a questo insopportabile malcostume».
Le recenti vicende del Comune di Roma sono l’esempio più chiaro della necessità di porre un freno...
«Il caso Roma è uno, ma non è certo il solo. Ci sono decine e decine di Comuni e Regioni in questa situazione. Il sistema è indebitato molto più di quanto si veda in apparenza. Alcuni utilizzano delle alchimie finanziarie che finiremo col pagare tra dieci, vent’anni».
Come si può articolare in concreto questa proposta?
«Bisogna istituire la responsabilità oggettiva per politici e dirigenti. Se una persona si candida ad amministrare qualcosa deve avere tra gli obblighi quello di non lasciare i debiti, questa clausola deve essere inserita espressamente nel patto che si stipula con i cittadini».
Come intende procedere?
«Io sto lanciando questa proposta-provocazione. Mi auguro che qualcuno la raccolga, ho già qualche segnale positivo. È inaccettabile che nessuno chieda conto a chi spende e butta via soldi pubblici».