«Però non dovrebbe reagire»

ParmaJulio Cesar Leon, lei è arrivato dall'Honduras nel 2001, cambiando nove squadre, dal Sud al Nord: Reggina, Fiorentina, Catanzaro, Sambenedettese, Avellino, Teramo, di nuovo Reggio Calabria, Genoa, adesso è nel Parma. Episodi di razzismo le sono mai capitati?
«Un paio, li ho vissuti con discrezione. Mai ho mancato di rispetto alla gente. È una minoranza la parte che fischia, un professionista non deve reagire».
Nessuno però si indigna, per i «buh» verso Balotelli, arrivati anche dai tifosi viola.
«Non è facile mettersi nei suoi panni, quando la curva della Roma, due settimane fa, lo contestava prima del rigore. Il suo sfogo comunque non è stato giusto».
Lui è stato deferito, la Roma se l'è cavata con una multa simbolica: 8mila euro.
«I tifosi lo fanno per provocare i ragazzi di colore, con stupidità. Se uno ci casca però è stupido lui. Credo c’entri anche l'atteggiamento di Balotelli, dovrebbe prendere esempio dal capitano, Zanetti».
Nel Parma c'è un centrocampista keniano, McDonald Mariga, che interessa al Milan e nelle ultime due trasferte ha segnato tre gol.
«A fine febbraio, a Modena, dopo avere segnato ha fatto per zittire i tifosi avversari. L'ho fermato proprio io, la gente si deve rispettare e basta. Gli ho detto di restare umile, di pensare alla squadra, lasciando perdere il contesto».
La discriminazione per il colore della pelle è un fenomeno solo del calcio italiano?
«A inizio carriera ho giocato in Uruguay e Messico, un po' c'è anche là, nei confronti degli stranieri. È una minoranza, che non impara dai propri errori. Esiste da tutte le parti, anche negli Stati Uniti: fra i neri stessi ci sono razzisti. C'è invidia nei confronti di chi ha le cose migliori. Basta non dargli importanza».