NON ERA MEGLIO IL TICKET?

L’opposizione di centrodestra in Regione ha battuto il colpo più forte da quando ha perso le elezioni. E l’ha battuto nel modo giusto, cioè unitariamente; nel momento giusto, cioè contestualmente alla presentazione della Finanziaria regionale che promette lacrime e sangue, mentre alcuni assessorati sprecano amabilmente; e nel posto giusto, assicurando una dura battaglia che utilizzi tutte le pieghe del regolamento.
Se alle parole seguiranno i fatti, non c’è dubbio che la manovra non passerà e i consiglieri del centrodestra riusciranno a bloccare una Finanziaria sbagliata fatta in gran parte di nuove tasse. Sbagliata anche per il fatto, esteticamente terribile, di chiamarle «tasse Biasotti», scaricando tutte le colpe delle proprie scelte sulla giunta precedente. Anzi, se i consiglieri della Casa avranno un decimo della costanza dimostrata dalla Verde Cristina Morelli nel suo ostruzionismo contro la legge sulla caccia, si arriverà anche alla scadenza dei termini e la giunta Burlando rischierà grosso.
Insomma, su questo punto la giunta dell’Unione rischia veramente la sopravvivenza. E il centrodestra ha in mano la battaglia della vita. Se saprà tener duro è in grado di bloccare la Regione. E fa sorridere la dichiarazione allarmata del capogruppo diessino in Regione Moreno Veschi e del consigliere Ubaldo Benvenuti che parlano di «Atto cinico e di grave irresponsabilità». Saranno solo omonimi dei Veschi e Benvenuti consiglieri diessini che, nella scorsa legislatura, hanno contribuito, legittimamente, a far mancare per cinquantadue volte (vado a memoria) il numero legale? Fare l’opposizione è «cinico e irresponsabile» solo quando lo fanno gli altri? Personalmente, non penso di essere una persona «cinica e irresponsabile» solo perchè penso che questa manovra sia sbagliata e perchè credo che - rispetto a questa raffica di tasse - sarebbe stato meglio reintrodurre i ticket sui medicinali, che la giunta Biasotti aveva avuto il coraggio di mettere a inizio mandato e che demagogicamente aveva tolto a ridosso delle elezioni.
L’assessore al Bilancio di allora si chiamava, come oggi, G.B. Pittaluga. E, anche se non lo condividiamo sulla Finanziaria, si sta dimostrando di gran lunga il migliore della giunta Burlando. Il problema è che, con tanti dei suoi compagni di strada, non c’entra proprio nulla. Così come Bossi non c’entrava nulla con D’Alema. Non è un paragone a caso. Ma ci torneremo.