Non esce da 26 anni perché teme i microbi

La donna sapeva tutto del mondo esterno ma non voleva viverci. Il fratello non ce l’ha più fatta e ha chiesto il ricovero

da Macerata

Una guerra di posizione durata 26 anni: la casa come una torre fortificata - mai uscire, mai ricevere visite, mai aprire le finestre -: la cucina come un'astronave, niente cibi freschi, frutta o verdura, solo preparati in scatola, sotto vuoto spinto. Per ventisei anni, 9.490 giorni, la signora ha vissuto così, terrorizzata dal fantasma di un microbo, dal timore di contrarre qualche malattia infettiva mortale, pur essendo una donna sana, normale, nell'apparente pieno possesso delle proprie facoltà mentali. Fino a quando il fratello, l'unica persona (insieme ad un altra sorella) ammessa alla sua presenza e autorizzata ad occuparsi di lei, non ha detto basta. È andato alla polizia, e ha fatto ricoverare la sorella in ospedale: trattamento sanitario obbligatorio.
Non siamo nell'America profonda di qualche setta ecofondamentalista, e non è la trama di best-seller o di un film: è la storia vera, la vita perduta, della signora da Macerata. Una donna che a 30 anni si è chiusa in casa, in una via tranquilla della città forse la più tranquilla d'Italia, dove il ricordo dell'ultima epidemia risale ad almeno cinque secoli addietro. E dove mese dopo mese, la scelta è stata accettata come una semplice stranezza. La fobia di una donna che a 30 anni aveva patito un'influenza più lunga del solito, forse curata male, e aveva maturato una totale sfiducia nella medicina e una paura paralizzante nei confronti del «male»: il microbo, il virus, l' infezione misteriosa che ti prende a tradimento, senza che tu possa difenderti. E può annidarsi nella stretta di mano di un'amica, nella torta comprata in pasticceria, nel bacio di un corteggiatore.
Così, ancora giovane, con una vita di affetti, lavoro e certo anche problemi ancora davanti ha scelto di chiudere il cuore e la porta. Si è barricata nella sua angoscia, e ha mantenuto i rapporti con l'esterno solo via telefono. In casa ha trascorso giorni e notti guardando la tv o ascoltando la radio; informata sulle cose del mondo - le guerre, i governi che nascono e cadono, le «veline», i campionati di calcio - ma apparentemente disinteressata a prendervi parte.