NON FACCIAMO UN AUTOGOL

Ma possibile che ogni volta che c’è una nuova possibilità di fare qualcosa di buono per Genova, sia sempre no a priori? Lo stadio. Non sarà certo il più urgente dei problemi, è vero. Il Comune e la Regione aumentano le tasse ai cittadini, è vero. Ma come è vero che intanto la Uefa non darebbe un centinaio di milioni di euro, o quanti ne serviranno, per non far pagare i ticket ai liguri o per fare la bretella autostradale che scioglie gli ingorghi del nodo di Genova. Questi soldi Genova li potrà prendere solo per fare un nuovo stadio. E allora perché non sfruttare l’occasione?
Per di più con la prospettiva di fare tutti felici. I genoani che da anni rivendicano il diritto al Ferraris e i sampdoriani che vedrebbero realizzato il sogno lanciato dal presidente Garrone prima ancora di pensare alla prima campagna acquisti. Il Comune, dopo aver avuto uno stadio nuovo costruito a costo zero, avrebbe un’ottima possibilità: quella di consegnare alle due società genovesi un gioiellino a testa, visto che con una struttura nuova si potrebbe dare finalmente il via alla risistemazione radicale del «fondo» del Ferraris che, dicono i tecnici, richiede almeno sei mesi senza calcio. E allora sì che il Comune potrebbe finalmente pretendere il pagamento preciso e regolare dell’affitto, il rispetto degli impegni, magari anche l’affidamento in toto ai club della gestione degli impianti. Se non lo facesse, d’accordo, si andrebbe verso un nuovo sperpero di denari pubblici. Ma il nuovo stadio arriverebbe per gli Europei dell’estate 2012. Cioè quando i genovesi avranno avuto la possibilità di cambiare già due volte i loro amministratori. E allora sarebbero corresponsabili.