«Non è un fantasma S’è ripresa dalla crisi: vuol dire che è viva»

da Milano

«Mai come ora si capisce che è viva. Eluana è un essere umano. È una ragazza che ha dei peggioramenti e dei miglioramenti, e questo è tipico delle persone vive. Più di questo cosa vogliono per smettere di considerarla un fantasma?». Eugenia Roccella, sottosegretario del Welfare, non ha dubbi. Eluana sabato ha lanciato un segnale: sono viva.
Eppure il dottor Defanti ha dato un quadro neurologico in netto peggioramento.
«Il coma non è mai né irreversibile né permanente. Eventualmente si può parlare di persistente, ma anche nel caso di Eluana non ci sono prove per decretare la fine».
Come considera le persone come Eluana?
«Le persone come Eluana sono dei disabili. La loro è una condizione gravissima sicuramente, ma non possono essere considerati mezzi morti, dei fantasmi».
Anche se non si riprenderanno più?
Ma nessuno può dire questo. Io chiedo soloche si abbia rispetto di loro e soprattutto dei parenti. Molto spesso si sentono feriti perché sentono parlare dai giornali e dalle televisioni dei loro cari come se si parlasse di fantasmi. E poi, le ricerche sugli stati di coma dimostrano come ci possano essere risposte da parte del paziente anche dopo moltissimo tempo.
Cosa le da più fastidio della campagna contro la vita nei confronti di Eluana?
«Le stesse persone che invocano la morte, chi dice di voler andare fino in fondo, di voler sottoporla così ad un’agonia che potrebbe durare anche quindici giorni, sono le stesse che ieri si preoccupavano invece per la morte come decorso naturale».
A chi si riferisce?
«Ad esempio al neurologo Defanti. Lui è uno di quelli che vedono la sua morte come una liberazione».
Cosa conta in questo momento?
«Eluana. E' lei che conta. Non la battaglia politica. Dobbiamo avere una preoccupazione umana sul destino di questa ragazza. La battaglia politica va avanti, ma sarei più contenta se non si strumentalizzasse Eluana.
Cosa dovrebbe prevedere una legge giusta?
«A questo proposito ci siamo già espressi: occorre regolare la libertà di cura. Esplicitare l’articolo 32 della Costituzione»
Ovvero?
«Ora tutte le sentenza emesse si rifanno a questo articolo, ma l’interpretazione dei giudici va sempre più verso l’eutanasia, verso la tutela di un diritto di morire».
E invece?
«Invece è un diritto che non deve esistere, che va contro i nostri valori e i nostri principi. Deve invece esserci una scelta di cure. Decidere quali cure accettare e quali rifiutare. L’ammalato deve poter scegliere in piena libertà in accordo con i medici. E per fare questo l’articolo 32 della deve essere più definito e più chiaro».