Non fate il baciamano se la regina ha i guanti

BACIAMANO Vecchissima, non risolta questione. In teoria, non si bacia la mano di una donna guantata, nemmeno a corte, nemmeno se è la Regina. Boni de Castellane, inchinandosi davanti ad una sovrana colpevole di non aver scoperto le sue dita, mormorò: «I excuse your gloves, Madame». Non si bacia una mano in tram, in autobus; si può baciarla sulla banchina della stazione, sul terreno dell’aeroporto, in segno di congedo quasi patetico. Non la si bacia se non si è sicuri di inchinarsi all’angolo giusto (limitato cioè), e di saper baciare veramente chi si vuole, limitandosi, per le altre, ad una mimica di balletto. Non la si bacia in un clima di affari: l’antiquario elegante si limita a stringere la mano della signora che compra da lui sei poltrone. Gliela bacerà, la sera, in casa di lui, in casa di amici, a teatro, al night-club. Non la si bacia quando questa mano viene tesa bassa, leggermente rigida e diritta: evidentemente la signora ha i suoi principî in materia (o un marito geloso). In alcuni paesi la si bacia anche alle signorine. In Italia solo alle signore, magari ventenni, magari accompagnate da una zia novantenne, ma zitella, e quindi non baciabile.

BAR PUBBLICO Anche se, come spesso succede, il bancone del bar è installato in una pasticceria o in tea-room eleganti, una signora sola evita di andare lì a bere qualcosa in piedi. Se proprio ha bisogno di «riprendersi», si farà servire al suo tavolino quel che desidera. Se accompagnata da un amico, la signora accetterà un drink, si comporterà con semplicità perfetta e ringrazierà leggermente, se vuole.

BATTIMANI Applaudite sempre, a teatro, alla conferenza, al concerto, dovunque cioè non disapproviate la fatica che qualcuno sta realizzando per voi. Se la commedia, le teorie, la musica, non vi piacciono, tacete senza fischiare né protestare. Ma se potete farlo senza contravvenire ai vostri principi ed al vostro gusto, applaudite sempre: vi comporterete, a seconda dei casi, con riconoscenza e con carità.

BELLEZZA Non consideratela un dono divino, ma una piccola fortuna da conquistarsi. La dieta, il sonno, il sorriso possono imbellirvi: ma, soprattutto, l’attento esame di voi stessi. Io non credo che le diete attualmente in voga convengano a tutti gli organismi; né che un naso rifatto si addica a tutti gli ovali. Le sole leggi vere sono quelle della salute: abbiate denti perfetti e carnagioni chiare, ma cercate, personalmente, quale dentifricio - o quale dentiera - e quali sughi - o quali salse - sono i vostri.

BIKINI Mentre l’atollo su cui cadde la prima bomba atomica viene già dimenticato, il costume da bagno minuscolo che ne trasse il nome di «bikini» sta giustamente passando di moda. L’uso imprudente della propria nudità può equivalere, per una ragazza in cerca di marito, ai disastri prodotti dalla bomba. In città, la credevamo snella, non scheletrica e la scopriremo, alla spiaggia, simile ad un piccolo, sofferente, invendibile abbacchio. E sua sorella, che giudicavamo florida, si rivelerà straripante e sproporzionata, una giovenca senza Giove. Questi paragoni con le vetrine dei macellai e con i mattatoi pubblici dovrebbero intimorire le maliziose, e indurle a coprirsi.

BIRICHINA È una parola orribile, sia che la si scriva con una «c», e suona stracca, o con due, e suona gallesca. È un orribile personaggio, un orribile atteggiamento, un’orribile abitudine.

BRILLANTI Sono i migliori amici delle ragazze, come tutti sanno. E, come tutti intuiscono, anche delle centenarie. Purché siano veramente belli, si possono portare quasi continuamente, perfino sul tailleur di flanella grigia, perfino sull’abituccio di lana nera. Al principio del secolo, si serbavano per la sera. In seguito Chanel li mescolò a biglie di legno o di agata. Poi la duchessa di Windsor, avendone di splendidi, volle mostrarli sempre. Fu un tentativo convincente per tutti.

BRINDISI Sono perdonabili solo quando chi li fa è molto spiritoso (rarissimo!) o molto dignitosamente anziano (anche più raro!). Si ammette, comunque, che ad un battesimo, ad un matrimonio, ad una qualunque cerimonia familiare o patriottica, qualcuno alzi un bicchiere, dicendo: «Tanti auguri al piccino ed alla sua famiglia» o «Agli sposi», o «Allo Statuto!». Ma niente versi, niente canzoni, niente storie. Evitate anche, bevendo un vermut con qualche amico, le diverse paroline ugualmente fastidiose: «Cin-cin!», «Skaal», «Prosit!». Solo se bevete in compagnia di persone molto semplici, contadini, operai, parenti provinciali, dovrete dire «salute» o qualcosa di simile, per evitare di offendere le abitudini e di deluderne l’attesa.

BRUTTEZZA Il più guaribile dei mali. L’igiene, la cosmesi, la chirurgia saranno, certo, gli alleati delle brutte. Lo sport, la salute, la scrupolosa lotta contro i propri complessi morali saran gli alleati dei brutti. Per gli uni e per le altre si tratta di evitare le fissazioni, gli egoismi, la crudeltà verso se stessi.

BUCATO Ingiustamente considerato lavoro pesante, malinconico, riservato alle donne, e in special modo alle donne di servizio. In realtà ogni uomo, aiutato dalle conquiste della scienza (nailon e saponi schiumosi), dovrebbe lavare la sera quanto indossò di giorno. E ogni donna dovrebbe consacrare le sue economie all’acquisto, rateale, di una lavatrice elettrica, liberandosi, una volta per sempre, dalla tirannia delle lavandaie.

BUSTI Si appone, talvolta a torto, che gli uomini non li portino mai. Si suppone, non meno a torto, che le donne li portino sempre: però, dovrebbero. Rammentino che il busto non deve costituire una mascheratura, ma una guida: imparino, cioè, a «rimangiarsi» lo stomaco che il busto comprime; imparino a mangiare quel tanto che il busto lascia passare; imparino a star dritte, come il busto impone. E cerchino di capire perché portano il busto: se sono grosse di fianchi, il busto dovrà esser lungo, con giarrettiere relativamente corte; se il ventre le preoccupa, abbiano un rinforzo davanti, eventualmente con stecche; se desiderano mettere in risalto il vitino, abbiano le antiche stringhe da tirare. Ricordino che, idealmente, la vita deve esser bassa, il torso lungo, e si può dare l’illusione ottica del miracolo rialzando al massimo il seno, abolendo il rotolino di grasso intermedio: e, insomma, avendo un reggiseno adatto ad ogni busto, che lo completi e spesso gli sia fissato con asole e bottoni. Se il busto è ben scelto e portato con diligenza, ve ne accorgerete sentendolo diventare largo: i vostri muscoli avranno lavorato bene, il vostro lardo comincerà a sciogliersi.
(2. Continua)