«Non ho aggredito io quelle donne»

Neppure, quando i fumi dell’alcol l’hanno lasciato in pace, Marco Spano, l’uomo che mercoledì sera ha rischiato di ammazzare cinque donne, ha messo la testa tra le mani e si è reso conto di quel che ha combinato. Davanti ai carabinieri l’uomo, 41 anni ha cercato addirittura di urlare la sua innocenza. Ma in tasca i militari gli hanno trovato un borsellino rubato in casa di una delle vittime.
Intanto le condizioni delle pensionate restano gravi. Le due ricoverate nel reparto di rianimazione del San Gerardo di Monza sono in coma e lesioni cerebrali riportate potrebbero rivelarsi irreversibili. Un’altra ha il volto sfigurato dai violentissimi colpi: ora è al Fatebenefratelli.
Marco Spano, racconta chi lo vedeva spesso girare per Lissone, ha una doppia personalità: a volte tranquillo, disponibile, altre irascibile violento. Tredici anni fa si era sposato poi il matrimonio era andato a rotoli: dicono picchiasse la moglie e la figlia, che oggi ha dodici anni.
Rotto il legame con la consorte, si era rifugiato dalla madre Graziella in via Loreto 10. Una convivenza durata poco, sempre per via di quel suo caratteraccio. Prepotente.
L’altra sera, Spano sale al secondo piano della vecchia corte. Bussa alla mamma. La donna non apre. Lui scende in cortile. La madre gli butta giù un cappellino: «Mettilo e vai a dormire in macchina», una vecchia Seat Ibiza posteggiata poco distante. Non l’avesse mai detto. L’uomo si è armato della grossa sbarra lunga almeno cinquanta centimetri e ha risalito le scale. È entrato in quattro appartamenti e ha iniziato a massacrare le donne che gli capitavano a tiro.
«L’ho visto – spiega una collaboratrice domestica boliviana – aveva gli occhi spiritati. Ho cercato di calmarlo. Gli ho detto Marco cosa fai? Ti prego calmati. Invece mi ha colpito alla testa». La sudamericana ha ancora un’appariscente benda in testa. «C’era sangue dappertutto – aggiunge – sentivo urlare, implorare aiuto. È stata mezz’ora di terrore».
Mezz’ora di terrore scatenato dall’alcol, il grande problema di Marco Spano: sei mesi fa per uno scatto di follia voleva far saltare tutto il vecchio complesso residenziale col gas. Scenata ripetuta anche il mese scorso. E mercoledì, la tragedia.