«Non ho comprato la partita»

Piero Pizzillo

«Non ha alcuna rilevanza il supplemento di indagini conseguente al sequestro della cassetta registrata e dei due documenti indicanti le consistenti scommesse sul Genoa, sequestrati in casa di Massimo Leopizzi, dopo il suo arresto». L’avvocato Andrea Vernazza, che assiste con i colleghi Alfredo e Carlo Biondi il presidente Enrico Preziosi, e che ci ha rilasciato la suddetta dichiarazione, è di una sicurezza disarmante. «Lasciamo stare le indiscrezioni, tutto quello che si dice in giro, afferma il legale, e andiamo ai fatti. Ieri ho letto la trascrizione dell’ormai famosa bobina e dico, a ragioni di logica, che è del tutto trascurabile. A parte il fatto che il nastro non è completamente intellegibile (a esempio quando si parla di Genoa - Catanzaro, domande e risposte sono spesso incomprensibili), dalla cassetta non emergono verità. Tanto che (dovrò cumunque parlarne prima ai colleghi), non ho intenzione che entri nel processo questa tranche dell’inchiesta. Io rispetto la decisione dei pubblici ministeri Giovanni Arena e Alberto Lari, ma insisto sulla irrilevanza del supplemento». Vernazza spiega che Leopizzi, munito di bobina e registratore aveva combinato un incontro con Preziosi, in casa del capo del Coordinamento tifosi, Leo Berogno, presenti altri due tifosi che però intervengono poco. Soprattutto Leopizzi intende contestare duramente il presidente. «Ma lei ci aveva promesso che il Genoa sarebbe andato bene, che pensava lei alle partite». Preziosi si lamenta che non riesce a parlare, a dire alcunchè (la discussione è piuttosto vivace). Preziosi risponde dice che non ha comprato la parita con il Venezia , nè quella con l’Ascoli. Per quanto rigurda quest’ultima gara ha dato un premio a vincere ai suoi giocatori. Sull’incontro con il Catanzaro non si capisce quasi niente. Per la gara di Piacenza, Preziosi sosterrebbe che vi è stata ostilità, per intromissione del Torino che avrebbe pagato un premio a vincere. Non v’è nulla di nuovo nella bobina, taglia corto Vernazza. Per quanto concerne le scommesse, il legale asserisce che era una delle questioni che Preziosi voleva contestare a Leopizzi.