«Ma non è un intervento senza rischi»

da Milano

«L'intervento alle tonsille è stato troppo banalizzato». Secondo Pietro Galiotto, docente di otorinolaringoiatria all'università di Pavia, migliaia di operazioni alle spalle senza mai un incidente, sbaglia chi considera l'asportazione delle tonsille una passeggiata. A maggiore ragione con dei pazienti bambini, in cui basta davvero poco perché la situazione precipiti.
Quali rischi ci sono?
«È un'operazione chirurgica a tutti gli effetti, eseguita in anestesia generale e già questo è più che sufficiente a mettere in guardia. Con i più piccoli, poi, che hanno un equilibrio instabile, basta poco nel durante e nel post intervento perché una complicanza si trasformi in emergenza».
In particolare, cosa può accadere?
«Durante l'operazione, anche se è davvero molto raro, può accadere che il chirurgo nella parte più profonda della loggia tonsillare incida involontariamente qualche ramo terminale della carotide. In questo caso conta molto l'esperienza professionale e l'abilità di chi ha in mano il bisturi, ma un incidente di questo tipo può verificarsi anche per un'anomalia anatomica del paziente, per esempio nei grossi vasi».
Si possono verificare anche altre complicanze? Questo è già il secondo caso nel giro di un mese...
«Nei giorni successivi all'asportazione i pazienti vanno monitorati con grande attenzione perché, nel momento in cui si staccano le croste formatesi dopo l'intervento, possono verificarsi sanguinamenti o addirittura delle emorragie».
Casi risolvibili o irrisolvibili?
«Nel caso di emorragia occorre essere molto tempestivi. Bisogna intervenire subito e riportare il paziente in sala operatoria. È senz'altro un'emergenza grave, ma operatori esperti sanno come dominarla».
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