«Non invecchia mai: dodici anni fa ne fece uno uguale»

«Lo dico in modo musicale: solo artisti fuoriclasse come Fabrizio De André e Bob Dylan possono fare dell’ultimo disco il loro capolavoro. Così è successo l’altra sera per mio figlio: l’ultima gara, l’ultimo sorpasso sono stati i più belli della sua carriera».
Papà Graziano Rossi ha ancora la voce bassa e il fiato corto per quanto deve aver urlato. Lui che Oltreoceano e sull’aereo non va mai, ha guardato Valentino come un telespettatore qualunque.
Non ha avuto paura?
«Di solito la provo alla partenza ma, per tensione, questa gara è stata tutta una partenza... Alla fine, l’adrenalina che ho provato nel vederlo fare quei sorpassi ha anestetizzato l’adrenalina della paura».
Mai visto un duello così?
«Per la verità una volta sì».
E chi erano i duellanti?
«Mio figlio e il campione del mondo 125 Jorge Martinez».
Ma è una vita fa.
«Esatto, 1996, Vale aveva 17 anni. Vuol dire che in oltre dieci anni non ha avuto cali di motivazioni: la sua spregiudicatezza sportiva, la sua classe sono rimaste immutate. Come l’ispirazione di De André e Dylan».
Stoner però si è lamentato molto.
«Posso dirlo? Non ne vedo in giro di campioni che sappiano perdere con classe come mio figlio. Valentino, se fa errori o se l’altro è più forte, lo dice».
Cosa gli ha detto subito dopo?
«Gli ho mandato un sms. Ho scritto: “Quando stai così ti si può stare solo dietro”».