«Non lascerò la Sampdoria prima di aver vinto un trofeo»

Novellino incassa l’uscita dalla Coppa: «In conclave chi entra papa esce cardinale» e si assume ogni colpa

Federico Casabella

Sfodera l'animo del comandante Walter Novellino, il giorno dopo la bruciante sconfitta di Lens che costa ai doriani l'eliminazione dall'Europa. Non abbandona la nave che affonda, ma si presenta in sala stampa, salvando i suoi uomini, marinai indefessi, caricando sulla sua schiena tutte le responsabilità e deciso a ripartire per recuperare l'Europa perduta: «Sono uno abituato a piantare la bandiera sulla vetta della montagna che ho scalato. - racconta- Siamo semplicemente scivolati, dobbiamo cominciare a risalire». Sconfitta che sembra archiviata, dunque, ma che lascia l'amaro in bocca: «Il rammarico resta, -prosegue- in fondo ci tenevamo molto a proseguire il cammino europeo. Inoltre la squadra non ha demeritato; è stata una partita tiratissima giocata ottimamente». Nessuna recriminazione rivalutando la gara a posteriori, nessun dubbio sulle scelte fatte e sulle sostituzioni mancate: «Si dice che in conclave chi entra Papa, esce Cardinale. Questo paragone per dire che sarebbe troppo comodo adesso parlare di decisioni diverse. Mi interessa che si sia capita la lezione e che questa sconfitta serva per motivare e dare carattere ai ragazzi, perché abbiamo altri traguardi da giocarci». Di Novellino si sa, tutti ne dicono un gran bene: che sia sempre andato a nozze con i fichi secchi, che possa essersi stancato di recitare la parte di chi si accontenta e che abbia le possibilità per andare in una grande: «Non penso ad andare via da qui. -chiarisce il tecnico- Ho voglia di costruire qualcosa di importante e voglio rimanere finché non avrò ottenuto questo qualcosa: voglio vincere qui». Non gli interessano gli obiettivi del mercato di gennaio e assolve tutta la sua truppa. Parla di un grandissimo Castellazzi, di un Flachi ritrovato e di un Bonazzoli straordinario, recrimina invece sulla sfortuna che non gli ha permesso, da inizio stagione, di avere a disposizione la coppia Falcone- Castellini, i due centrali titolari: «Abbiamo dovuto cambiare continuamente la coppia di difensori e qualcuno ha fatto gli straordinari. Questo è stato l'elemento che ci ha penalizzato rispetto alla scorsa stagione, anche se Sala e Pavan sono ottimi giocatori».
Ora fari puntati alla sfida con la Roma (saranno chiusi i botteghini lato nord). Domenica nel posticipo, i blucerchiati si confronteranno contro un'altra formazione dalle tinte giallorosse. Spalletti, che si gioca la sua permanenza a Roma, giocherà con Totti ma senza Cassano, al suo posto Okaka.