«Non mi ricandido ma resto in campo»

nostro inviato a Verona

«No... Non sarò io il candidato premier». È da qualche giorno che nelle sue conversazioni private Silvio Berlusconi esclude categoricamente l’idea di presentarsi di nuovo per la poltrona di Palazzo Chigi quando si tornerà alle urne. Non lo farà nel 2013, ma non lo farà neanche se il governo Monti non dovesse tenere e la strada delle elezioni si aprisse già la prossima primavera. Questo almeno assicura il Cavaliere a chi ha occasione di sentirlo. «Anche se - aggiunge - certo non ho intenzione di ritirarmi a vita privata né di non mettere tutto me stesso per far vincere ancora una volta il Pdl quando si ritornerà al voto».
Ed è sostanzialmente questo il leit motiv della sua prima uscita pubblica da ex presidente del Consiglio alla convention del Pdl organizzata a Verona da Carlo Giovanardi. Seduto in prima fila ad ascoltare gli interventi - compreso quello di Angelino Alfano - Berlusconi dovrebbe limitarsi a «un saluto», forse anche per evitare di togliere il palcoscenico al segretario del Pdl. E invece le sue parole sono tutto fuorché di circostanza. Sì, il tono di voce è pacato e sono solo pochi minuti. Ma il senso di quel che dice è chiaro a tutti: Berlusconi - e dunque anche il Pdl - è già in piena campagna elettorale. Tanto da usare termini inequivocabili come «combattere» e «vincere». «Dobbiamo continuare a combattere per la nostra libertà», dice il premier. Contro chi vuole «uno Stato di polizia tributaria» e contro un Pd «ancora figlio del Pci» visto che «la maturazione in partito socialdemocratico non c’è ancora stata». Insomma, campagna elettorale al punto di ritirar fuori il j’accuse sui «comunisti» visto che - ricorda - «nel 1994 siamo scesi in campo perché non volevamo che il Paese cadesse nelle loro mani».
Voce pacata ma toni decisi. E inequivocabili. «Per il nostro futuro e per la vittoria che dobbiamo conseguire siamo in ottime mani», aggiunge rivolgendosi ad Alfano seduto in prima fila. Con buona pace dei tanti big del Pdl che da tempo invocano le primarie per il futuro candidato premier. Invocano le primarie, contano le tessere e stabiliscono persino improbabili alleanze proprio in vista di una corsa alla premiership che il Cavaliere pare avere tutte le intenzioni di disinnescare. Se già «siamo in ottime mani», infatti, è chiaro che l’attuale segretario del Pdl avrà la «benedizione» di Berlusconi. E vincere delle primarie del centrodestra contro il Cavaliere è partita improba per chiunque.
Avanti dunque con la campagna elettorale perché - è il ragionamento dell’ex premier - al più tardi fra un anno e mezzo si voterà comunque. «Non so se sarà lunga - dice - ma noi dobbiamo comunque farci trovare pronti». E, aggiunge, «io lavorerò dietro le quinte raddoppiando il mio impegno». E infatti Berlusconi ha già commissionato i primi sondaggi e sta ragionando sulle iniziative da portare avanti. Non solo le consuete campagne di affissioni, ma soprattutto sul fronte internet, dove il Pdl è intenzionato ad essere presente in maniera massiccia. «Stiamo concretamente già lavorando - annuncia dal palco - per diffonderci capillarmente in tutto il Paese, per creare i team elettorali in tutte le sezioni d’Italia, per creare un contatto quotidiano con tutti gli italiani attraverso internet».