«Non mi risparmio

«I complimenti non mi rassicurano, sono fin troppo autocritico»

Il primo «Tour sulla Luna» di Cesare Cremonini ha già registrato il tutto esaurito. Domani sera l’artista bolognese sarà al Gran Teatro per la tappa romana di questa breve tournèe con la quale festeggia l’uscita (felice) del suo nuovo cd Il primo bacio sulla Luna, già disco d’oro con 40mila copie vendute. Poliedrico musicista, carismatico e completo, Cremonini sul palco si alternerà alla chitarra e al suo amato pianoforte, attingendo a un repertorio già invidiabile che spazia dai primi successi (ottenuti con il gruppo dei Lunapop) a quelli arrivati con i primi passi di una breve ma già intensa carriera solista (Gli uomini e le donne sono uguali, Vieni a vedere perché, Maggese e Dicono di me).
È stato definito un perfetto «essere sociale». Si ritrova in questa etichetta?
«Che dire. È un bel complimento. Ed è proprio quello che cerco di essere attraverso le mie canzoni. Perché ad ispirare un artista dovrebbe sempre essere la vita che lo circonda, senza dogmi o pregiudizi. Come fa Amy Winehouse, che parla di argomenti scomodi ma che attraverso il suo talento e la sua musica riesce a trasformare in pura poesia».
La critica la considera già un «giovane maestro». Sente il peso di questo pronostico tutto favorevole?
«In verità non ci penso. Sono talmente autocritico che qualsiasi pronostico favorevole non riesce a rasserenarmi. È così difficile scrivere canzoni e guardarsi dentro in profondità in una società che cambia modelli e pensieri a ritmi vorticosi, che si finisce per crogiolarsi nel dubbio. L’importante, alla fine di tutto, è il tempo passato alla scoperta del mondo della canzone».
Anche in questo disco, come in «Maggese», si ritrovano echi beatlesiani. Una singolarità nel panorama italiano, non pensa?
«Già ai tempi dei Lunapop mi divertivo a inserire il cembalino e i cori e un certo tipo di arrangiamenti in cui la forza delle canzoni era soprattutto nel cambio di accordi, proprio come avveniva nella musica inglese degli anni Settanta. Oggi anche i miei conterranei più celebri come Ligabue, Berani e Vasco sembrano appiattiti sul modello del rock degli U2 io mi sento più a mio agio a percorrere un’altra strada».
Un tour già sold out in tutte le date. Cosa si devono aspettare i fortunati possessori del biglietto d’ingresso?
«Possono aspettarsi un Cremonini in forma che di certo sul palco non si risparmierà. Tra le novità di questa tournée c’è una canzone cantata da Ballo, il mio bassista. Si tratta di un celebre pezzo di Jhonny Cash. E poi ci saranno diversi momenti in cui i generi musicali si intrecceranno. Spaziando con leggerezza dal latin jazz al folk, dalle ballate per solo piano a pezzi più decisamente rock. Una cosa mi sento di promettere: il pubblico andrà a casa guadagnando più di quanto ha speso».
Tutti i big della canzone ripropongono i loro primi e impolverati hit. Cosa farà Cremonini fra dieci anni? Tornerà in tour con i Lunapop?
«Questo è impossibile. Tra dieci anni sarò ancora un ragazzo. E sarà sempre troppo presto per fare i soldi in questo modo. Guardando al futuro, posso solo fare un altro tipo di previsione: fra trent’anni al mio fianco ci sarà sempre Ballo (il bassista Nicola Balestri, ndr)»