Non è necessaria la solita retori per difendere l'Arma

Da una vita ho rispetto e affetto per i carabinieri: e ritengo superfluo aggiungere che le accuse - tanto infamanti quanto generiche - da Giorgio Bocca rivolte all’Arma sull’Espresso, mi sono parse intollerabili. Segno d’una veemenza rabbiosa e d’una dietrologia faziosa che, insieme, fanno cattivo giornalismo.

Non ho dunque code di paglia se sottolineo, nelle argomentazioni polemiche che allo scritto di Bocca sono state opposte, qualche tono che non mi è piaciuto. E non mi è piaciuto perché troppo rituale, prevedibile, e aderente alla retorica, vizio nazionale. Non mi è piaciuto il tono da «giù le mani dai carabinieri». In passato abbiamo sentito intimare «giù le mani dal 25 aprile», «giù le mani dai sindacati», «giù lemanidalla scuola pubblica », «giù le mani dalla magistratura», e via dicendo. Si declama la sacralità di una qualsiasi istituzione per rendere blasfema ogni critica che le venga rivolta. Questo meccanismo dialetticosialimenta di richiami a glorie e sacrifici passati.Non che sia sbagliato evocarli. Molto opportunamente è stato ricordato quanto sangue i carabinieri abbiamo versato facendo il loro dovere. Mail diritto alla critica rimane. Sennò accade che uno non possa deplorare la negligenza o peggio di taluni giudici senza sentirsi rinfacciare Falcone e Borsellino, e che non sia lecito raccontare le fosche ombre che la Resistenza ebbe perché così si infangano i caduti.Nonammetto questa ottica perché è proprio l’ottica dei Bocca. I quali non si peritano di accennare a collusioni tra i carabinieri e la mafia, ma se uno esprime vergogna per lo scempio di Piazzale Loreto lo accusano d’essere filofascista e d’indulgere a pietismi e moralismi fuori luogo.

E allora? Allora viva i carabinieri, cari agli italiani. E condanna fermissima per chi li oltraggia. Ma sempre muovendo da fatti concreti e su di essi ragionando: non muovendo da un dogma di perfezione e d’intangibilità che non corrisponde, non può corrispondere, alla realtà quotidiana. Si rende onore alle forze dell’ordine anche ammettendone le manchevolezze umane. Come avviene in innumerevoli film e telefilm statunitensi, gremiti di poliziotti corrotti o razzisti o violenti. Ho la convinzione che l’Armasidistingua, anche in confronto a qualificati corpi di polizia stranieri, per l’alto standard professionale e morale dei suoi componenti. Così la pensano, in schiacciante maggioranza, gli italiani, e una ragione ci sarà. Anche Bocca dovrebbe farsene una ragione.