«Non è opportuno farsi le regole da soli»

«Dovrebbe essere una decisione condivisa a livello nazionale. Una sola regione che decide autonomamente di far cadere l’obbligo dei vaccino non è opportuna». Chiara De Somenzi, direttrice del dipartimento di prevenzione della Asl di Milano, non è d’accordo con l’orientamento della Regione Veneto. Ma ammette che «è una scelta che molte regioni si apprestano a fare». Rischi? «No, non è rischiosa, perché ogni regione può automaticamente reintrodurre l’obbligatorietà delle vaccinazioni». In sostanza se in Veneto si scende sotto al 95% sale la soglia di attenzione, sotto il 90% si passa ai correttivi.
«Il Veneto ha deciso di fare da apripista, questo è il senso dell’operazione». De Somenzi dissente ma è tranquilla sul rischio contagio. «La copertura vaccinale è globalmente superiore al 92-93%, l’Italia è tutelata e potrebbe abbandonare l’obbligatorierà». Il motivo? «La differenza tra vaccinazioni obbligatorie e raccomandate finisce per generare nella popolazione confusione e la sensazione che una vaccinazione sia più importante di altre. Mentre non è più così».