Non paga gli alimenti, le pignorano il cane

Per la legge Fido è considerato un bene «mobile»

Lei non pagava gli alimenti al coniuge, circa 400 euro al mese, e lui, per tutta risposta, ha cercato di farle pignorare il cane. È accaduto nella zona di Legnano, a una donna di 60 anni, che in lacrime si è rivolta all’ Aidaa (Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente). La vicenda è anche diventata oggetto di discussione in un corso universitario. «Per il codice civile italiano, in effetti - spiega l’ufficio legale dell’Aidaa - i cani sono considerati beni materiali e quindi possono essere pignorati». Il povero bassotto Freddy sarebbe stato quindi legalmente strappato all’affetto della sua padrona se non fosse intervenuta l’Aidaa, di cui la signora è tra l’altro socia benemerità. I legali dell’associazione sono riusciti a convincere il pensionato sessantenne a ritirare la crudele richiesta di pignoramento nei confronti della sua ricca ex moglie. «Ho faticato - spiega Lorenzo Croce, presidente nazionale dell’Aidaa - a convincere il signore. È comunque una situazione assurda che però la legge italiana consente, in quanto il cane è considerato un bene di proprietà mobile al pari dell’auto, della bicicletta, del televisore. La legge li protegge dai maltrattamenti solo perché tutela il cosiddetto sentimento di pietà verso le bestie». Ci sono già state però - fa notare l’Aidaa - numerose sentenze della Cassazione per le quali il reato di maltrattamento, per gli animali, si configura come una lesione sia psichica sia fisica.