Non paga la mensa al figlio? Per papà arriva il blocco auto

Nel 2009 sono state 10mila le famiglie morose. E non si tratta di
bisognosi. Partono le cartelle esattoriali. Predolin: "Ma non togliamo i
pasti ai bimbi"

Diecimila bambini morosi. E un buco che solo lo scorso anno ha raggiunto i 2 milioni e 700 mila euro. Cifre da fallimento se non fosse che la società in questione si chiama Milano Ristorazione e che, come da delibera, dell'ultimo consiglio di amministrazione ha deciso di usare il pugno duro contro mamme e papà che non pagano le mense scolastiche dei propri figli. «Niente digiuni o tagli di pastasciutta per i bambini , per carità - mette le mani avanti Roberto Predolin neo presidente di Milano Ristorazione -, ma da quest'anno abbiamo allestito in via Quaranta un ufficio morosi».
Una task force di avvocati e segretarie al lavoro solo per recuperare i crediti. Dal loro tavolo partiranno nei prossimi giorni più di diecimila raccomandate, indirizzate alle famiglie che non hanno saldato i pasti. Avvertimenti bonari nei quali verrà quantificato il debito accumulato e invitati i genitori al saldo. Tempo 30 giorni, dopodichè partiranno le cartelle esattoriali con relative minacce di fermi amministrativi e ufficiali giudiziari alle porte.
Obiettivo: ripianare i debiti che negli ultimi tre anni sono saliti a sei milioni di euro per i pasti non pagati e scoraggiare le insolvenze. Ci sono tante giustificazioni al buco dei bollettini. «In passato Milano Ristorazione spediva i moduli di pagamento tardi - spiega Predolin -. E per mesi, a volte anche per anni, non succedeva nulla. La famiglia inadempiente si sentiva in qualche modo autorizzata a non pagare. Per questo abbiamo scelto di passare alla linea dura». Ottantaduemila pasti serviti ogni giorno, una città di medie dimensioni che si mette a tavola.
Nei numeri ci sono poi 3.200 bambini ai quali viene fornito un kit diverso perché sottoposti a diete sanitarie (celiachia, allergie al latte o alle uova) e oltre 5000 bambini con diete religiose (musulmani in testa). I costi del pranzo dipendono dall'Isee un marcatore che indica la condizione economica della famiglia.
A Milano la percentuale di chi non paga la mensa è di uno su dieci. Troppo, anche a voler dare la colpa alla crisi economica. Tanto più che uno studio del Comune di Milano sui morosi delle rette scolastiche aveva spazzato via ogni dubbio: la maggior parte degli inadempienti risiede in fascia alta, addirittura tre evasori su quattro sono inseriti nella fascia di reddito più elevata (qui, va detto, sono inseriti anche coloro che non presentano l'Isee).
«Colpire i morosi non significa colpire chi è in difficoltà economica», aggiunge Predolin, snocciolando un altro dato: le famiglie esonerate dal pagamento dei pasti sono passate dalle 700 negli anni scorsi alle 7.000 di quest'anno. Nessuna scusa: o si mette mano al portafogli o partono i pignoramenti con le relative conseguenze: «da una parte i bambini continueranno ad avere il loro pasto in tavola, ma dall'altro i genitori dovranno capire che pagare nei termini stabiliti dai bollettini è un preciso dovere».
Da parte sua Milano Ristorazione promette maggiore qualità nel piatto e più attenzione alle aziende del territorio: «Stiamo passando al setaccio tutte le forniture. E per i contratti abbiamo fissato alcuni paletti che servano a favorire le imprese più legate al territorio. Non solo: sulla tavola dei bambini c'è già qualche prodotto bio».