Non pagano le spese mediche, l’ospedale «sequestra» neonato

Un ospedale di Gerusalemme ha trattenuto una neonata per tre settimane come «garanzia del pagamento delle spese mediche da parte dei genitori», una araba-israeliana e un palestinese residente in Cisgiordania: lo ha rivelato il quotidiano Haaretz, precisando che la vicenda è stata risolta con la restituzione della bimba dopo l'intervento del ministero della Sanità israeliano. La madre, residente nel campo profughi di Shuafat, aveva partorito circa due mesi fa tre gemellini, una femmina e due maschietti, in un ospedale di Gerusalemme Est. I tre piccoli, nati prematuri, avevano richiesto cure particolari per alcune settimane. Ma al momento di lasciare l'ospedale, la madre è stata autorizzata a portare con sé solo i due maschietti, riferisce Haaretz, e la bimba è stata trattenuta quale garanzia in attesa del pagamento del conto dell'ospedale. I genitori si sono subito rivolti al ministero della Giustizia israeliano. «Abbiamo verificato con l'ospedale, e abbiamo constatato che le cose stavano proprio come affermava la madre: il terzo neonato era stato trattenuto», ha detto a Haaretz il capo dell'ufficio legale del ministero, Eyal Globus.
Il ministero della Giustizia ha subito allertato a sua volta quello della Sanità, che a sua volta aveva ottenuto dall'ospedale l'immediata restituzione della bimba alla famiglia. Stando al nonno della bambina, Mustafa, l'incidente è nato a causa della mancata certificazione da parte della sicurezza sociale nazionale del fatto che la madre era residente israeliana, e aveva quindi diritto al rimborso delle cure mediche, benché sposata con un palestinese residente in Cisgiordania.