"Non paghi i bus? Abbonamento di multa"

Troppi portoghesi sui mezzi. L’azienda perde 150milioni di euro l’anno.
Rinforzare i controlli per la Fit-Cisl non è sufficiente. I sindacati invitano Atm a copiare altri Paesi europei: "Il verbale non basta: chi viaggia a scrocco paghi un ticket mensile"

«Non ha senso dare un verbale a chi non paga il biglietto. Bisogna educare quel «portoghese». Come? Basta prendere l’esempio di Parigi che agli abusivi appioppa come multa un abbonamento mensile». Ricetta che la Cisl trasporti offre a Atm come contributo per combattere quelli che ritengono il ticket un optional. Quattrocentomila euro il costo giornaliero di quest’abitudine che i vertici di Foro Bonaparte si preparano ad affrontare solo con «l’intensificazione dei controlli». «Strategia insufficiente» commenta Dario Balotta, segretario Fit-Cisl: «L’evasione è un effetto e quindi bisogna rimuovere la causa. Ad esempio, mancano le biglietterie in periferia. E, ancora, Atm, non sa scegliere tra biglietto magnetico e tradizionale». Ma per il segretario Fit-Cisl c’è pure «la mancanza di un titolo di viaggio integrato» ovvero «un biglietto valido sia sul treno che sul metrò, sia sugli autobus extraurbani che su quelli urbani». Soluzioni che, garantisce Balotta, applicate all’estero hanno dato «non buoni ma ottimi risultati»: «Naturalmente, occorrono anche tornelli all’uscita del metrò piuttosto che solo all’entrata». Iniziative che all’azienda tramviaria milanese farebbero risparmiare quei 400mila euro al giorno, che fanno venire il mal di testa al presidente Elio Catania. E a Catania, l’ultimo consiglio di Balotta, «prenda i mezzi pubblici per rendersi conto dello stato delle cose».