Non paghi l’affitto? Il municipio t’aiuta a evitare lo sfratto

«Se il conduttore è sotto stress o malato, solo un medico può dare l’ok per allontanarlo dall’abitazione». «Il rifiuto di uscire dall’immobile, se non è presente la forza pubblica, non costituisce un reato né penale né civile». «Se si possiedono animali, nessuna operazione può essere portata a termine senza la presenza di un veterinario». Consigli tanto preziosi quanto particolari come questi, utili per evitare o magari dilatare all’infinito un provvedimento estremo e definitivo come lo sfratto, da un po’ di tempo non circolano soltanto per merito di uno smodato passaparola tra gli inquilini o le pagine di siti internet più o meno leciti. Qualcuno infatti, precisamente l’Agenzia diritti nuova cittadinanza, organismo dell’XI Municipio, ha deciso di raccoglierli in un manualetto di facile consultazione e dal titolo piuttosto evasivo: «Cosa bisogna sapere su contratti d’affitto e procedure di sfratto».
L’utile prontuario è stato dato alle stampe questo mese con la benedizione, con tanto di introduzione firmata, del minisindaco Andrea Catarci di Rifondazione Comunista, lo stesso che si è guadagnato pagine e pagine di giornali per avere promosso (non da solo) le «requisizioni temporanee» di appartamenti privati. Più che della classica guida di servizio senza troppe pretese, dallo spessore puramente compilativo, il manuale in questione fornisce ai lettori un elenco preciso di quali comportamenti adottare una volta ricevuta la notifica del provvedimento di sfratto, sia esso per morosità, finita locazione o rescissione del contratto. Dopo avere fornito un rapido distinguo tra le case popolari di proprietà del Comune e di quelle dell’Ater, si entra subito nel vivo: il prontuario ricorda i requisiti per beneficiare della sanatoria delle occupazioni senza titolo, ricordando che fino al «20 dicembre 2007 (sic!) sarà possibile compilare la domanda su internet».
Una buona notizia che arriva con due mesi di ritardo, ma non è questa la vera perla. Scorrendo i capitoli dedicati alla locazione, si disserta di contratti in nero, concordati, liberi, transitori e nulli. Niente di trascendentale, almeno fino a quando si arriva a pagina 14. È qui che, neanche troppo tra le righe, inizia la lista degli escamotage utili allo scopo. Anzitutto l’ordinanza di sfratto è solo il preludio della fase esecutiva, il che significa che di tempo ce n’è: trascorsi almeno venti giorni, durante i quali il conduttore può spontaneamente abbandonare l’immobile, «non dovrete necessariamente lasciare la vostra abitazione nel giorno in cui arriva l’ufficiale giudiziario», in quanto bisognerà aspettare la richiesta d’intervento della forza pubblica.
Ma non è finita: si può sperare che il locatore sia un evasore incallito, «perché gli sfratti possono essere eseguiti solo se il proprietario di casa è in regola con il fisco». Quindi basta fare ricorso al giudice per salvare il proprio tetto. E, oltre alla delazione, il manuale consiglia di dare un occhio attento allo spioncino, «perché se non c’è un ufficiale di polizia potete rifiutarvi di lasciare la casa» e ottenere una proroga. Oppure, come già ricordato, basta munirsi di un cane o di un altro animale domestico, fingersi stressati o accusare «malori durante l’esecuzione dello sfratto». O, meglio, optare per il coupe de theatre più geniale: rivolgersi a sindacati, movimenti di lotta per la casa e comitati di inquilini al fine di ottenere solidarietà. «In presenza di persone o rappresentanti di associazioni che hanno deciso di dare sostegno a un inquilino posto sotto sfratto - ricorda il provvidenziale libercolo - le forze dell’ordine possono decidere di non intervenire».