«Non parlate di scudetto» Ma Napoli adesso ci crede

È il Napoli il vero anti-Milan? Non chiedetelo a Walter Mazzarri. Tanto risponderà che «il campionato è ancora lungo». Quindi meglio non pensarci. Magari chiedetelo al presidente Aurelio De Laurentiis che, tra scaramanzie e solite frasi di rito, sorride e strizza l’occhio: «Io per lavoro regalo sogni col cinema quindi non vedo perché non si debba sognare con questo Napoli».
Già. Ma come fare a non sognare con questo Napoli, secondo in classifica a soli tre punti dal Milan? Cavani, ieri al 18º sigillo in campionato, rete stagionale numero 25, fa brillare gli occhi come ai tempi belli di Maradona. Anche contro il Cesena ha voluto far sentire la propria importanza, piattone facile facile da pochi passi dopo la discesa a valanga del duo Hamsik-Maggio. «Provo felicità nel vedere questa gente così, che ti accoglie sempre bene e ti dà fiducia - dice l’uruguayano al termine, esaltando la spinta del San Paolo, dove il Napoli ha raccolto 8 vittorie in 12 partite -. Questa vittoria è per loro che sono sempre qua a spingere la squadra. Il risultato del Milan? Noi pensiamo a noi, poi dopo nello spogliatoio magari vedremo i risultati degli altri. Manca ancora tanto, poi abbiamo anche la Coppa Uefa che dobbiamo preparare bene, sappiamo che il campionato è lungo e le somme le tireremo alla fine. Dobbiamo migliorare nella continuità», le parole di Cavani, ripensando soprattutto allo scivolone contro il Chievo di mercoledì scorso.
«Volevo una prova di carattere che cancellasse Verona - concluderà Mazzarri - l’ho avuta. Al Bentegodi eravamo stati surclassati da una squadra più motivata. Ho guardato i ragazzi negli occhi, ci siamo capiti al volo. Sanno dove sono mancati. Sapevo di poter vedere una squadra di nuovo su alti standard e così è stato. Ma devo complimentarmi anche con chi di solito trova poco spazio che ha fatto davvero bene». Perché contro il Cesena il Napoli ha dimostrato di saper vincere anche con le seconde linee - ieri erano assenti Pazienza, squalificato, Cannavaro, Campagnaro e Dossena, ai quali il tecnico ha voluto dare un turno di riposo - e di aver trovato in Mascara un buon rincalzo per il trio delle meraviglie Hamsik-Lavezzi-Cavani. Il gol della tranquillità di Sosa su assist dell’ex giocatore del Catania fa sorridere il presidente De Laurentiis: «Anche oggi Mazzarri ha dimostrato di avere l’intuito giusto inserendo negli ultimi minuti Mascara e Sosa che hanno chiuso la partita. Merita un applauso».
Tutto bello? Apparentemente sì. Se però si vuole trovare il pelo nell’uovo, eccolo: il Napoli ha chiuso una gara ampiamente dominata solamente al 91’, rischiando di sbandare pericolosamente su un colpo di testa a lato dell’albanese Bogdani. In mezzo il clamoroso gol non assegnato a Maggio (la palla respinta da Antonioli era entrata di almeno mezzo metro): «Certo se ce lo davano era meglio. Avremmo sofferto meno...» scherza Mazzarri, lasciando le (sacrosante) lamentele ad altre occasioni e ringraziando - ancora una volta - il pubblico partenopeo: «Non sono più umorali come in passato. Ci conoscono e ci capiscono: quando raccogliamo un risultato negativo non ci contestano e quando vinciamo non si esaltano più di tanto». Ce la faranno anche questa settimana?