«Non penso a Palazzo Chigi ma a difendere Roma»

di Gianni Alemanno*

Caro Perna,
non so proprio su cosa altro giurare, ma sto ripetendo oramai da mesi che la mia volontà è quella di ricandidarmi come sindaco di Roma. Insomma, nessuna avventura verso Palazzo Chigi di cui peraltro conosco l’elevata pericolosità, già sperimentata da Rutelli e Veltroni.
Capisco che i miei messaggi di carattere nazionale possano dare fastidio, ma non per questo su di essi bisogna costruire complicati teoremi. La questione è molto semplice: non sono stato io a invadere il campo della politica nazionale ma è stata la politica nazionale a invadere il campo di Roma, mettendo pesantemente in discussione gli interessi della Capitale.
Ha cominciato la Lega rilanciando l’idea assurda dello spostamento dei ministeri al Nord e bombardando in Parlamento tutti i provvedimenti legislativi che in qualche modo possono risollevare la nostra città dall’abisso ereditato dalle amministrazioni di sinistra.
Poi sono arrivate le manovre economiche di Tremonti che hanno messo in grandissima difficoltà tutti i Comuni, a cominciare da Roma. Se l’ultima manovra non sarà in qualche modo modificata l’anno prossimo in tutta Italia salterà il trasporto pubblico locale (autobus e metropolitane) e non sarà possibile fare alcun investimento, neppure per riparare un marciapiede.
Proprio in quanto sindaco di Roma, potevo stare zitto di fronte a tutto questo? Ma, soprattutto, a lei pare che il governo possa continuare sulla strada in cui si è messo da qualche mese a questa parte?
Io ho sempre difeso Berlusconi contro le persecuzioni giudiziarie e mediatiche e penso che questo governo debba governare fino al 2013. Penso anche che per la prossima legislatura bisogna aprire un ciclo nuovo sul nome di Alfano, attraverso le primarie non per fargli la concorrenza ma per dargli una maggiore legittimazione popolare.
Per fare tutto questo, però, è necessario che il governo si dia un progetto di fine legislatura in grado di affrontare i problemi degli enti locali e quelli dello sviluppo e del lavoro. Non penso che di fronte a queste legittime richieste si possa semplicemente replicare dicendo di «non disturbare il manovratore». Oppure con il vecchio motto che non ha portato bene all’Italia «credere, obbedire, combattere».
Per quanto riguarda Roma, caro dottor Perna, lei si abbevera troppo della propaganda di sinistra. Sulle strade di Roma ci sono ancora molte buche e molti problemi di pulizia, ma ogni anno investiamo decine di milioni di euro per la manutenzione stradale e la raccolta differenziata dei rifiuti sta facendo finalmente passi da gigante. Sul piano nomadi, dopo aver chiuso il più grande e antico campo d’Italia, Casilino 900, stiamo finendo di costruire un campo fuori dal raccordo anulare (zona La Barbuta) che ci servirà a chiudere entro l’anno molti campi tollerati che esistono da anni nel cuore di Roma.
Insomma, nonostante la pesante situazione finanziaria e organizzativa ereditata dalle precedenti amministrazioni stiamo faticosamente andando avanti e i cittadini se ne stanno accorgendo: è stato appena pubblicato un sondaggio di Mannheimer che ha indicato al 57% il gradimento dei cittadini nei miei confronti.
Io mi voglio ricandidare come sindaco di Roma e voglio vincere. E voglio che il centrodestra vinca a livello nazionale per non consegnare l’Italia alla peggiore sinistra d’Europa. Ma per realizzare entrambi questi obiettivi il Popolo della Libertà deve fare un salto di livello riprendendo in ogni sede l'iniziativa politica.
Anche io devo fare la mia parte a Roma, ma mi auguro che la stampa amica, invece di accodarsi alla propaganda di sinistra o abbandonandosi alla cultura del sospetto, mi aiuterà a comunicare quanto di buono stiamo facendo nella Capitale.
Un cordiale saluto
*sindaco di Roma