Non piove più. E Rapallo ha già finito l’acqua

«Fino all’emissione del provvedimento di revoca»: è tassativo il sindaco di Rapallo, Armando Ezio Capurro, che da ieri ha vietato di usare l’acqua potabile se non per bere e cucinare. Le scorte si stanno esaurendo, non piove da settimane e un temporale di passaggio non può certo risolvere la situazione, quindi l’ordinanza resterà in vigore fino a nuovo ordine. Nella vicina Santa Margherita il problema si era già fatto sentire fin da inizio luglio, ma adesso anche il «livello delle falde acquifere» da cui attinge Rapallo è «in costante calo» e ha ormai raggiunto il livello di guardia.
Per questo il sindaco ha comunicato le nuove disposizioni. E ha annunciato che «è tassativamente vietato l’uso dell’acqua potabile» per tutta una serie di attività non urgenti e necessarie. Non si può lavare strade e terrazzi, per esempio, ma anche l’auto può restare impolverata per qualche giorno e se proprio non se ne può fare a meno, occorre portarla ai centri di autolavaggio che godono di una deroga. Inutile, ma non troppo visto che l’ordinanza lo specifica chiaramente, sprecare acqua per riempire o lavare piscine private «di ogni dimensione», comprese quindi quelle gonfiabili per bambini: per i bagni c’è a disposizione il mare del Tigullio. Orti, parchi, giardini e ogni tipo di area verde dovranno patire un po’ di sete, ma di certo non potranno essere innaffiati tra le 6 e le 23. Se il caldo concederà una tregua e soprattutto se arriverà un po’ di pioggia in grado di migliorare la situazione delle falde, l’ordinanza verrà revocata.
Alla Spezia la situazione è leggermente migliore, ma anche qui l’Acam, la società che gestisce il sistema idrico di 20 Comuni, invita i cittadini a non sprecare una preziosa risorsa che potrebbe anche iniziare a scarseggiare nel caso l’estate continui ad essere secca. Per il momento le riserve sono buone, ma il consiglio di non usarne troppa resta valido. Anche perché le «sorgenti con minore capacità di acculumo» iniziano a dare segnali preoccupanti.
Tranquilla invece la situazione genovese, dove i principali invasi sono tutti lontani dalla soglia di attenzione e garantiscono acqua fino a fine estate.