«Non può esistere il cattocomunista»

Egregio direttore, ero presente venerdì 10 marzo u.s. alle ore 21 (presso il Santuario) al vs. dibattito, presieduto anche dal segretario provinciale dei Ds Alfonso Pittaluga. Durante la sua esposizione, ha parlato «dell’onestà intellettuale» (credo sia morta... forse, con Buzzati!). Le chiedo, allora, in nome della rettitudine morale di cui la sinistra si sente unica detentrice, di concedermi questo spazio per rimediare alla grave scorrettezza in cui siete scivolati. Eh sì, direttore, non si possono mettere i chiavistelli alle porte del Vaticano e farsi aprire quelle dei conventi! Mi addolora profondamente che il padrone di casa metta una firma di solidarietà per impedire al Santo Padre di ricevere persone di governo che ci rappresentano e poi non abbia un minimo di coerenza. Ai fedeli (di chi?) era stato proposto «un dibattito fra cattolici sui problemi sociali» che ci coinvolgono. L’argomento affrontato, invece, è stato «il caso Mieli». Quello che doveva o poteva essere un confronto costruttivo sui problemi attuali, si è rivelato uno sterile e soporifero coro all’unisono di elogi per la stampa di sinistra. Coro condito dalle solite e ormai asfissianti denigrazioni sul Presidente del Consiglio, alle quali, non crede più nessuno se non voi che le dite e ahimé... quei balordi che distruggono le città. Non intendo comunque dilungarmi perché non mi sento proprio di riascoltare quelle vostre elucubrazioni. Perché non affrontare i problemi della famiglia? È tema importantissimo non solo per i cattolici. Nella «Nota dottrinale circa alcune questioni riguardanti l’impegno e il comportamento dei cattolici nella vita politica» (approvata dal sommo Pontefice Giovanni Paolo II) si legge: «...devono essere salvaguardate la tutela e la promozione della famiglia, fondata sul matrimonio monogamico tra persone di sesso diverso e protetta nella sua unità e stabilità, a fronte delle moderne leggi sul divorzio: ad essa non possono essere giuridicamente equiparate in alcun modo altre forme di convivenza, né queste possono ricevere, in quanto tali, un riconoscimento legale. Così pure la garanzia della libertà di educazione ai genitori per i propri figli è inalienabili...» Non posso quindi avere dubbi sulla mia scelta che si ispira a questa condotta. Faccio fatica a capire i catto-comunisti o cattolici di sinistra che dir si voglia, i quali fanno scelte chiaramente contro il Vangelo e i suoi principi. E ancora: «... prudente è colui che sa scegliere i mezzi più adatti per raggiungere un fine (buono). Cristianamente è prudente chi sa camminare in mezzo ai beni temporali senza perdere di vista quelli eterni». (Santa Rita). Gesù ce lo insegna: «Nessuno può servire a due padroni: o odierà l’uno e amerà l’altro, o preferirà l’uno e disprezzerà l’altro: non potete servire a Dio e a mammona». (Mt 6,24). Perciò tutti voi che sacrificate la vostra libertà in cambio di mattoni nuovi, facciate lustre e targhe per Beati, vi servite della tonaca per illuminare o per confondere le coscienze? Invece di indirizzare i fedeli a votare per tizio o caio, invitateli a pregare con voi. Il Beato don Alberione, fondatore della Buona Stampa, diceva: «la potenza più grande del mondo è la preghiera». Il vostro ministero non è quello di condurre le anime verso «sinistri» figuri, ma di confidare nella Provvidenza. Diciamolo una volta per tutte: il catto-comunista non può esistere. Possono forse stare insieme il diavolo e l’Acquasanta? Papa Giovanni XXIII, considerato ingiustamente il Papa di sinistra, quando era ancora Patriarca di Venezia diceva: «È errore pernicioso pensare che per attuare le riforme sociali per il bene del popolo sia necessario allearsi coi nemici di Dio». Già i nemici di Dio... Mica ne fanno mistero! Oltre a proporre l’abolizione del concordato, mentre vogliono costruire una società nuova con le loro scelte politiche, minano le fondamenta della famiglia e ne distruggono il tessuto connettivo (aborto, divorzio, pacs, eutanasia...). Viviamo in tempi difficili, ma finiamola con i compromessi e con il falso ecumenismo, ritroviamo la nostra vera identità. «Il cattolico non è colui che afferma di esserlo ma chi si impegna a confrontarsi con le esigenze del Vangelo». Per garantire il rispetto della par condicio, invocata accanitamente dalla sinistra, manderò questa mia lettera alla stampa di destra e di sinistra, ad un settimanale locale e... naturalmente ad Avvenire che, guarda caso, non è stato preso neanche in considerazione da questi «cattolici ferventi».