Non è reato cercare più iscritti al partito

Egregio direttore,
il suo articolo di ieri, titolato «Un cancro minaccia il Pdl» mi spinge a intervenire. Noto, con dispiacere, che una mail del tutto estemporanea, frutto dell’eccessivo zelo e della superficialità di qualcuno, rischia di essere strumentalizzata da coloro che desiderano rinviare gli attesi congressi del nostro movimento politico. In primo luogo tengo a precisare che la paternità della mail che mi viene attribuita nel suo articolo non mi appartiene. Sto già provvedendo a cercare di individuare chi, non autorizzato, firma come mio «staff» documenti non condivisi.
Mi preme, soprattutto, contestare le sue affermazioni per le quali lo sforzo di coinvolgere e far partecipare quanto più numerosi elettori della nostra parte politica alla vita di partito e ai congressi, equivalga a tentare di essere «Signori delle tessere», quasi che il tesseramento a un partito fosse un’azione negativa, se non addirittura delittuosa. In primo luogo ricordo come nel ’93-’94 Silvio Berlusconi, con l’apertura dei Club di Forza Italia si fosse rivolto ai cittadini dicendo «Iscriviti al club e partecipi alla vita politica del Paese». In secondo luogo ricordo che è in corso una campagna nazionale per il tesseramento al Pdl, con tanto di manifesti 6x3 in tutte le città italiane, avendo abbassato la quota per il voto attivo a soli 10 euro, proprio per garantire la massima partecipazione.
In terzo luogo ricordo che le nuove regole congressuali escludono la possibilità di delega e che quindi chi si iscrive al Popolo della libertà, per far valere il proprio voto, deve partecipare personalmente ai congressi. Fatto questo che esclude completamente la possibilità di concentrare nelle mani di pochi l’espressione di voti congressuali per delega. In quarto luogo ricordo che è stato deciso che vi è un solo voto congressuale per ogni persona che si iscrive, eletto o simpatizzante, uscendo dalla logica della «casta chiusa» degli eletti. Infine, ricordo che Angelino Alfano, nostro segretario politico, ha invitato tutti noi a far crescere il radicamento del partito sul territorio e far recuperare consenso. Oggi i nostri concittadini e i nostri elettori non chiedono di avere più gazebo e più bandiere, ma chiedono maggiori occasioni di confronto delle idee su temi concreti. Questo è fare politica nei territori e questo è rafforzare i partiti politici che, in democrazia, sono gli unici portatori di interessi generali, rispetto alle lobby che difendono interessi particolari.
*Presidente della Provincia di Milano

Ringraziamo il presidente per le precisazioni, ci compiacciamo per la presa di distanza da certi metodi. Come abbiamo scritto, siamo più che favorevoli al tesseramento per sostenere finanziariamente il partito e politicamente il suo presidente. Altra cosa sono i signori delle tessere e tutto ciò che ne deriva.