«Non è reato fare ironia su un concorrente», assolti Morgan e la Ventura

Durante una puntata di X Factor i presentatori dissero di un concorrente «per questo ci vuole l'ambulanza». Lui li ha querelati ma il giudice ha archiviato tutto.

Il signor Roberto Mucci ha 53 anni e di mestiere fa il cardiologo a Forlì. É, a suo stesso dire, uno stimato ed affermato professionista. Ma nel cassetto ha una passione irrefrenabile: quella per il bel canto. E così quando Rai 2 ha lanciato il progetto di X Factor, talent show che alcuni considerano la versione moderna della «Corrida» di corradiana memoria, il dottor Mucci non ha resistito alla tentazione, e ha fatto domanda di partecipare. Pessima idea, con il senno di poi: perché la sua esibizione si è conclusa con una serie di apprezzamenti tutt'altro che lusinghieri da parte dei conduttori del programma, cioè Simona Ventura e Morgan. A suscitare i commenti, oltre al livello non proprio eccelso della performance canora del cardiologo, anche il suo comportamento inconsueto al termine della prova, quando si era preso la briga di distribuire dei buffi cappellini allo staff della trasmissione. Da qui i commenti di Morgan e della Ventura: «Ma siamo matti» «chiamate un'ambulanza», «sì, ci vuole un'ambulanza».
Da quel momento il medico pare non abbia avuto più pace. Gli amici, secondo il rito implacabile della piccola città di provincia, hanno iniziato a prenderlo in giro ferocemente. Così il 30 gennaio dello scorso anno è partita la denuncia-querela alla Procura di Forlì: dove il medico riferiva delle frasi pronunciate dai conduttori al suo indirizzo, «si tratta di frasi che il sottoscritto non aveva potuto sentire in quanto stava uscendo dalla sala di audizione», ma che erano state messe in onda e riferite da amici e conoscenti. Si legge: nella denuncia: «Il querelante ritiene di precisare che non ha posto in essere alcun comportamento tale da poter suscitare nei presenti tali frasi offensive ed ingiuriose in quanto si è limitato a cantare una canzone senza accompagnamento musicale e a portare un piccolo omaggio ai conduttori; dalla voce sembra che vengano pronunciate da Simona Ventura e Morgan; il sottoscritto non avrebbe fatto caso alle frasi sopra indicate se non fosse stato per l'ilarità e la presa in giro che gli sono state riservate da amici, parenti e conoscenti ridicolizzandolo anche sul luogo di lavoro e mettendone in dubbio le capacità professionali».
A quel punto il pm Alessandro Mancini, della Procura di Forlì, ha iscritto nel registro degli indagati sia la Ventura che Marco Castoldi, ovvero Morgan. La Ventura ha nominato proprio difensore l'avvocato Davide Steccanella, «young angry man» del foro milanese. Ma pochi mesi dopo il pm Mancini ha chiesto l'archiviazione del procedimento a carico di entrambi sostenendo che «le espressioni "chiamate l'ambulanza" e "l'ambulanza" sembrano costituire una reazione verbale, al più ironica, all'anomalo, cioè imprevisto, comportamento tenuto dalla parte offesa al termine dell'esibizione canora, come si evince dal filmato». A quel punto il dottor Mucci ha tentato di opporsi all'archiviazione, chiedendo anche la trasmissione del fascicolo a Roma, dove si registra X Factor. Ma pochi giorni fa il giudice preliminare forlivese Luisa Del Bianco ha messo la parola fine sull'intera vicenda, riconoscendo piena cittadinanza televisiva al diritto all'ironia: «Questo giudice ritiene del tutto condivisibile la richiesta di archiviazione formulata dal pm, essendo perlomeno anomalo che all'esito di un provino canoro il candidato, peraltro esibitosi "a cappella" senza accompagnamento musicale, senza profferire verbo, consegni un cappellino a ciascun membro della giuria, come constatato da questo giudice attraverso la visione del video acquisito in atti, anomali che pertanto giustifica i commenti ironici profferiti dagli indagati».
Morgan e Ventura prosciolti, dunque. E il povero cardiologo con la passione per le sette note, abbandonato alle prese in giro degli spietati amici di Forlì.