Non resterà mai più in mutande: multa di 100mila euro a Bendtner

L’attaccante della Danimarca Niklas Bendtner ha ricevuto una multa di 100mila euro ed è stato squalificato per una giornata dall’Uefa per «condotta impropria» tenuta durante la partita contro il Portogallo a Leopoli, nel secondo turno del girone B di Euro 2012. La squalifica verrà applicata per la prossima gara della Coppa del Mondo 2014, incluse le gare di qualificazione, in cui Bendtner è utilizzabile.
L’attaccante della Danimarca - che pur segnando una doppietta non era riuscito ad evitare la sconfitta per 3-2 della sua Nazionale - era finito sotto la «lente» della disciplinare per aver fatto pubblicità ad una casa di scommesse dopo aver segnato il gol del 2-2. Mentre esultava, Bendtner si era abbassato in calzoncini in modo da mostrare la parte superiore dei suoi slip, su cui c’era una scritta pubblicitaria con il nome «Paddy Power», noto bookmaker irlandese. La stessa azienda aveva poi diffuso un comunicato per esaltare la prestazione sul campo del «testimonial».
Bendtner dopo la partita non aveva parlato dello spot «improvvisato» in campo, ma l’Uefa, che proibisce ogni forma di pubblicità più o meno occulta sulle divise e gli accessori da gioco, ha deciso di agire. Anche le mutande, a quanto pare, rientrano nel «kit» da partita su cui non possono esserci scritte. Il caso, più che altro, rientra nell’«ambush marketing», l’espressione usata per definire l’associazione non autorizzata di un brand a un evento mediatico; ossia quando lo stesso non appartenenga ad uno degli sponsor ufficiali. Uno degli episodi più eclatanti si verificò durante il campionato mondiale di calcio 2010 prima della partita tra Olanda e Danimarca, a Johannesburg. Un gruppo di 36 ragazze olandesi che indossavano capi di vestiario arancioni sponsorizzati dalla birra Bavaria vennero bloccate all’ingresso dello stadio, a causa della violazione delle norme Fifa sull’esclusiva commerciale.