Non riempiamo le valigie di libri-mattone

Riflessioni sulla libertà, sulla religione e sulla realtà dell’incontro con Gesù

Mi consigli qualche libro da leggere quest’estate? Ma quel ragazzo che ha vinto lo Strega vale la pena? Sono le domande classiche di chi è in partenza per le vacanze. Cominciamo a rispondere: il ragazzo dello Strega si chiama Paolo Giordano, il libro è La solitudine dei numeri primi (Mondadori). Lo avevamo definito “un esordio perfetto” e ribadiamo il concetto: non sarà forse un libro perfetto, ma Giordano è un narratore e vale la pena. Rimanendo in Italia caldeggerei anche Walter Siti, Il contagio (Mondadori): un ritratto pasoliniano delle borgate romane, tra vecchi vizi e nuovi disfacimenti. Chi ama la letteratura di genere può mettere in valigia Tutti i racconti Western di Elmore Leonard (Einaudi), oppure La finestra rotta (Rizzoli) di Jeffery Deaver, uno dei più grandi autori di thriller (finito il libro andrete a cercarne altri dello stesso autore) o un classico del crime-fiction americano, Ed McBain (quello dell’87esimo distretto) con Traditori o ancora l’ultimo di Joe R. Lansdale Il carro magico (Fanucci). Nella categoria «letture divertenti ma non troppo, leggere senza essere mattonazzi» mettiamo: L’eleganza del riccio di Muriel Barbery (Edizioni e/o) dove si toccano punte di altissima ironia. Quasi quanto in Un pollastro a Hollywood (Adelphi) di David Henry Sterry dove si narrano le burrascose vicende di un moderno «marchettaro» o nella sempre esilarante serie dell’irlandese Brendan O’Carroll sulla vita e le disavventure della mamma Agnes Browne (Neri Pozza). Nella categoria vanno inseriti anche Delphine De Vigan Gli effetti secondari dei sogni (Mondadori) e la spassosa Breve storia di una piccola città di T.R. Pearson (Elliot). Per chi vuol stare più sul classico: Javier Cercas con La donna del ritratto (Guanda) o il semi-autobiografico Alfred e Emily del Nobel Doris Lessing (Feltrinelli). Da non tralasciare pure i romanzi dell’americano Peter Cameron (editi da Adelphi) o La strada del grande Cormac Mc Carthy (di cui Einaudi ha appena pubblicato in unico tomo supereconomico Trilogia della frontiera). Va da sé che questa lista (quasi della spesa) non è una rassegna delle cose migliori uscite quest’anno. Né è stilata con i parametri della critica letteraria, ma casomai tenendo presente che questi romanzi saranno letti in viaggio, sotto l’ombrellone o in una baita montana, come avrebbe fatto un libraio di quelli che purtroppo si trovano sempre più raramente. Ognuno scelga il pesce che preferisce, quelli qui citati non sono sicuramente andati a male. E ricordatevi che se non vi interessano le novità, con un bel classico (specie se russo) non sbagliate mai. Buona lettura estiva.
caterina.soffici@ilgiornale.it