Non sa chi è Rivera perché vive nel futuro

Povero ragazzo. Non ha ancora messo piede nell’aula bunker di San Siro,
ed è già partito l’interrogatorio. Potevano mancare le domande di
Storia calcistica? Certo che no. Lui, neomilanista, non sa chi è
Rivera. D’accordo, per ogni rossonero non di primo pelo il difetto è
grave, gravissimo

Povero ragazzo. Non ha ancora messo piede nell’aula bunker di San Siro, ed è già partito l’interrogatorio. Potevano mancare le domande di Storia calcistica? Certo che no. Lui, neomilanista, non sa chi è Rivera. D’accordo, per ogni rossonero non di primo pelo il difetto è grave, gravissimo. Ma il punto è che lui, Pato, il «Papero», oltre che essere di primissimo pelo, viene dall’altra parte del mondo. Che facciamo, lo retrocediamo da «Papero» ad Asino e lo mettiamo dietro la lavagna di Milanello?
E poi, proviamo a ribaltare la situazione. Mettiamo che domani, per qualche stranezza del calcio mercato, Alberto Paloschi, virgulto «primaverile» rossonero, passi al Corinthians. Se i giornalisti brasiliani gli chiedessero di Rivelino e lui facesse scena muta, ci parrebbe così disdicevole? A diciotto anni non si sanno tante cose. A diciotto anni la storia (minuscola) si vive via Internet con una ragazzina in chat... Lasciamo tempo al tempo. Anche un «Papero» deve imparare a nuotare.