«Non saluto più chi ha sfruttato il Psi e rinnegato Craxi»

Alda D’Eusanio, una vita in Rai.
«Dunque, arrivo al Tg2 nel 1988, con Cucuzza, la Foschini, Lasorella, Gruber, quel gruppo lì...».
Tg2 latifondo socialista, lei amica di Craxi.
«Sì, ma non sono entrata in Rai come amica di Craxi, all’epoca non lo conoscevo nemmeno».
Come ci arriva?
«Dopo una gavetta di dieci anni da precaria. Ma intanto facevo il praticantato scrivendo su giornali».
Quali?
«Supergol, diretto da Maurizio Mosca».
Scriveva di calcio?
«Non ne capivo nulla, raccontavo le storie delle mogli e delle madri degli sportivi».
E poi?
«Poi, lo dico con molta sincerità, fui aiutata da Alberto La Volpe, direttore del Tg2».
Da lì diventa un volto del secondo tg nazionale.
«Non proprio, per anni fui isolata dentro il Tg2».
Perché?
«Era un periodo di forti pressioni da parte del Psi».
E lei dissentiva?
«Non mi allineavo».
Lei grande amica di Craxi in rotta col Tg2 perché troppo vicino al Psi?
«Mai usato le mie amicizie per la carriera. Separo le due cose».
Che richieste arrivavano dal partito?
«Mi chiesero di fare uno spot elettorale, dissi di no, sia io che Mentana. Altri, come la Foschini, accettarono. Non lo trovai corretto».
Lei li chiamava gli “Avantini”.
«Perché arrivarono in blocco dall’Avanti!, quotidiano del Psi».
Nomi?
«Raffaele Genah, Walter Vecellio, altri».
Piero Marrazzo, l'attuale presidente del Lazio?
«Lui prese il posto del padre in Rai. Non veniva dall’Avanti!, ma era comunque molto allineato».
Socialistissimo?
«Sì, moltissimo, si vantava di essere molto amico di Bobo Craxi. Erano tutti allineati, era un gruppo molto forte che quasi prevaricava il direttore».
E lei fu punita?
«Sì, fui spedita al Tg2Notte per 5 anni».
Non chiese aiuto a Craxi?
«No, sarebbe stato incoerente».
Però “Panorama” la chiamava la Zarina.
«Querelai e mi pagarono un bel po’ di soldini. Bastava vedere la mia carriera: mai avuto posti o programmi di grande prestigio».
A un certo punto chiesero il suo licenziamento.
«Uscì una telefonata con Craxi, lo sentivo spesso, stava male. Aveva un’ernia cervicale e gli dissi “ti do un bacino sulla bua che ti passa”. Ovviamente sui giornali diventò un'ernia inguinale e io la sua “amichetta”. Fu il mio peccato originale».
Che successe?
«Mi misero sotto processo. Finì nel nulla ovviamente. Ma da quel momento divenni un bersaglio: Bettino era l’uomo nero e io la strega».
E gli altri ex socialisti del suo Tg2?
«Andavo alla mensa in Rai e nessuno si sedeva accanto a me, come fossi un’appestata».
Perché?
«Perché non avevo rinnegato, gli altri invece dicevano di vergognarsi di essere stati socialisti».
Tra questi chi c’era, la Foschini?
«Certo, non solo lei».
Piero Marrazzo?
«Sì, anche».
Michele Cucuzza?
«Cucuzza, anche. Non mi salutavano nemmeno. Ma devo essere sincera, non ci salutiamo nemmeno adesso».
Poi però lei è tornata con programmi di grande successo. Ha vinto la sua battaglia.
«Mi tolsero L'Italia in diretta, mi spedirono al mattino del sabato, in una fascia disgraziata che dal 3% portai al 26% di share. E dopo 3 anni tornai al pomeriggio, con Al posto tuo».
Grandi ascolti, ma altri problemi.
«Cominciò un altro tipo di attacco: io emblema della tv trash. Richiesero il mio licenziamento.
Colpa della maglietta: «Dalla, è un consiglio».
«Non avevo fatto in tempo a vestirmi. Fu un’idea sciocca, può capitare, non lo rifarei mai più».
Lei non fa trash?
«Se si fa il confronto con altri programmi mi sento Maria Goretti. Aiuto molte persone».
In che modo?
«Nel mio programma Ricomincio da qui (Raidue, dal lunedì al venerdì ore 16.15, ndr) ho uno staff di medici e psicologi che risolvono molti casi. Mi occupo soprattutto di donne che hanno subito ingiustizie. Di grandi temi sociali».
Tipo?
«Ho invitato il papà di Eluana Englaro, la moglie di Piergiorgio Welby. Do voce a chi ne ha poca».
Ultima cosa: il milione a Bonolis?
«Beato lui, lo invidio tanto. Ma è uno che lavora bene, penso sia valutato il valore giusto».
paolo.bracalini@ilgiornale.it