«Non sappiamo se i fratellini sono vivi» Intanto i genitori si accusano a vicenda

Una settimana dopo la scomparsa, il pm decide di imporre il silenzio stampa. Il presidente del tribunale dei minori: «Temiamo il peggio». Salvatore promosso in seconda media, Francesco ammesso agli esami di terza

Bepi Castellaneta

da Bari

L’ultima giornata di ricerche andate a vuoto e l’ennesima ispezione condotta con i riflettori e gli infrarossi durante la notte hanno raffreddato le speranze e alimentato i timori. E così mentre scorrono inesorabilmente le lancette dell’angoscia, subentra il pessimismo nel giallo di Francesco e Salvatore Pappalardi, i ragazzini di 13 e 11 anni scomparsi da otto giorni a Gravina in Puglia.
Le ispezioni vanno avanti a ritmo serrato e si allargano ai paesi vicini, ma ormai cresce la preoccupazione. «Non c’è alcuna traccia utile e non vi sono elementi per affermare che siano vivi», dichiarano gli investigatori. Si mostra ancor più preoccupato il presidente del tribunale di Bari per i minorenni, Franco Occhiogrosso: «Aleggia un clima che fa pensare al peggio: sono passati troppi giorni, non è possibile che due bambini di questa età scompaiano così, nel nulla». I due sono spariti il 5 giugno, alle 18: hanno pranzato al ritorno dalla scuola, hanno fatto i compiti, hanno portato dal calzolaio un paio di scarpe, sono rientrati e poi hanno chiesto il permesso di uscire di nuovo per raggiungere gli amici. Ma non sono più tornati. Alle 21 il padre si è messo a cercarli e il giorno dopo ha presentato denuncia di scomparsa. Da allora, si accavallano le ipotesi e si moltiplicano le segnalazioni, ma si sono rivelate tutte infondate e non è stato trovato niente che indichi il passaggio dei fratellini nonostante l’impiego di speleologi e volontari del soccorso alpino che hanno rivoltato da cima a fondo ogni angolo della Murgia. Ieri è stata nuovamente ascoltata la madre, Rosa Carlucci: la donna, che nei giorni scorsi ha puntato senza mezzi termini l’indice contro l’ex marito, Francesco Pappalardi, il quale aveva ottenuto dal giudice l’affidamento dei due figli, è stata sentita per cinque ore nel commissariato di Gravina in Puglia. Oltre a lei, sono state interrogate diverse persone: tra loro anche la dipendente della pizzeria del nuovo compagno della madre. La donna è apparsa ieri sera in tv a Chi l’ha visto? per lanciare un appello ai suoi figli: «Ciccio e Salvatore - ha detto - se mi state ascoltando, chiamatemi».
«Non escludiamo nulla», dichiara il sostituto procuratore di Bari Antonino Lupo. Il quale lascia spazio alla speranza e afferma che «ci sono comunque elementi per sperare in un esito positivo della vicenda». Il pm ha disposto il silenzio stampa per gli investigatori e i familiari «perché altrimenti le indagini potrebbero essere compromesse». Gli accertamenti si presentano infatti molto difficili e il caso si sta rivelando un autentico rompicapo. Le ricerche sono state allargate ai paesi vicini, in particolare a Santeramo in Colle, dove vive la madre e dalla Liguria stanno arrivando quattro cani specializzati in ricerche.
E così a Gravina in Puglia cresce l’attesa, e anche l’angoscia. La pista iniziale, quella di un gesto di ribellione dinanzi a una situazione familiare mai accettata, in realtà contrasta con le dichiarazioni di insegnanti e compagni della scuola Benedetto XIII, i quali descrivono i fratellini come ragazzini sereni. Uno dei due, Salvatore, è stato promosso con «distinto» dopo aver frequentato la prima media; Francesco deve invece sostenere gli esami di terza ed è stato ammesso con «buono». Diversi alunni sono stati sentiti più volte dagli investigatori alla ricerca di un’indicazione, ma nessuno ha saputo fornire elementi utili.