"Non sarà mai un partito leggero. Presto una donna coordinatrice"

Il ministro Carfagna: "Un giorno toccherà a una di noi. Ma non ci servono quote
rosa" Le critiche a Fini sui blog azzurri? "Chi ha esagerato dovrebbe
chiedergli scusa"

Roma - Ministro Carfagna, la prossima settimana nascerà ufficialmente il Pdl. Cosa si aspetta dal nuovo partito?
«Credo che finalmente i moderati italiani avranno la loro “casa”, un grande partito di centrodestra, di stampo europeo, che avrà l’obiettivo di rappresentare la maggioranza degli italiani e riuscirà a farlo nel migliore dei modi».

L’unione di due storie così diverse come quella di Forza Italia e An potrebbe causare qualche contraccolpo?
«Lo escludo. Sono partiti che hanno sì origine diversa ma stanno insieme e si sono permeati l’un l’altro per quindici anni. Non solo non sarà per nulla un’unione traumatica, ma attrarrà nuovi elettori tra quelli che, negli ultimi anni, sono stati allontanati dal dibattito fin troppo acceso tra i partiti».

Ministro, non sarà troppo ottimista?
«Sicuramente su alcune tematiche specifiche ci sono piccole differenze, ma sono certa che, come è sempre stato fatto in questi anni, alla fine si troverà la sintesi migliore».

Facciamo un esempio. Berlusconi vorrebbe che il Pdl fosse una partito leggero mentre An sottolinea l’importanza dei militanti. Qual è la strada giusta?
«Non esiste una contrapposizione tra “partito leggero” e “militanza”, visto che pure un partito leggero ha bisogno dei militanti. L’importante sarà rendere il Pdl un grande partito nel quale sensibilità diverse possano ritrovarsi e guardare insieme al futuro. Il Pdl è un partito di valori, questa è la nostra forza. L’organizzazione viene dopo».

Ma non le pare un po’ strano che in An si insista molto sul «no» al partito leggero quando è stato proprio questo uno dei segreti del successo di Berlusconi?
«Il Pdl non sarà in ogni caso un partito leggero».

Mi sta dicendo che alla fine adotterete la ricetta di An?
«All’inizio avremo una struttura snella, che col tempo diventerà più “pesante”. È necessario, infatti, un periodo di stabilizzazione durante il quale tutte le forze presenti - e sono tante - possano trovare un proprio equilibrio, in particolar modo nelle periferie».

Crede che le posizioni di Fini - sulla decretazione d’urgenza, sul voto agli immigrati, sui temi etici - siano conciliabili con il Pdl e comprensibili per il vostro elettorato?
«Il presidente della Camera è un uomo di grande esperienza politica che ha condotto la destra italiana lungo la difficile strada della legittimazione internazionale. Ha centrato un risultato storico».

E oggi come si sta comportando?
«Credo che in questo momento stia svolgendo al meglio il delicato ruolo istituzionale che ricopre. Questo gli elettori lo capiscono benissimo».

In Forza Italia, hanno lamentato i vertici di An, nessuno è intervenuto in difesa di Fini dopo gli attacchi sui blog azzurri.
«Non credo che Fini abbia bisogno di un difensore. Il Pdl è la sua casa e l’iniziativa di qualche singolo si riduce a semplice polemica, quasi fisiologica, ma non per questo meno sbagliata: chi ha esagerato con le parole farebbe bene a chiedere scusa».

Pdl senza le correnti o con le correnti. Come pensa che finirà?
«Nessuno ha mai parlato di correnti, al massimo ci potrebbero essere diverse “sensibilità”. Ma un contenitore ampio e democratico come sarà il Pdl riuscirà certamente a far esprimere tutte le diverse idee e, con l’aiuto del presidente Berlusconi e dei coordinatori, sono sicura che arriveremo sempre e subito alla sintesi più efficace».

Il Pdl sarà guidato da un triumvirato di soli uomini. Crede che prima o poi toccherà a una donna?
«Il Pdl è per metà un partito di donne. E certamente è quello più “amico” delle donne che amano la politica e vogliono fare qualcosa per il Paese».

Però, almeno per ora, non siete rappresentate nell’organismo di vertice. La sua collega Stefania Prestigiacomo ha detto di essere pronta...
«Sono certa che un giorno toccherà ad una di noi ricoprire quel delicato incarico, ma non c’è bisogno di bilancini o quote rosa. Nel governo le donne sono tante, svolgono ruoli importanti e lo stanno facendo benissimo».

Quello di coordinatore è un ruolo che le piacerebbe ricoprire?
«Credo che Bondi, Verdini e La Russa siano le persone giuste. Io non cerco incarichi, ne ho già uno del quale vado molto orgogliosa che sto tentando di svolgere al meglio e con tutto il mio impegno».

Quali sono le donne di An che la convincono di più?
«Vede, quando guardo le mie colleghe deputate o senatrici non penso mai se siano di An o di Forza Italia. Ascolto ciò che mi dicono e le apprezzo per quello che fanno. La mia collega Giorgia Meloni, per esempio, sta svolgendo un lavoro fantastico. Ma anche Barbara Saltamartini, responsabile per le pari opportunità di An, è una deputata con la quale mi confronto spesso e volentieri».

Crede che i ministri debbano correre alle prossime Europee?
«Le elezioni non sono una gara, un modo per sfidarsi e far vedere quanto si vale. Certo correre alle elezioni non mi spaventa, anche se preferirei poter continuare a fare il mio lavoro quotidiano di ministro, girare l’Italia per spiegare cosa stiamo facendo, piuttosto che tenere comizi».

E se Berlusconi ve lo chiedesse?
«Non avrei problemi: sono pronta».