Non schiacciate quel bottone

Mi è capitato un paio di settimane fa di incontrare una persona per lavoro. Era la prima volta che lo vedevo in vita mia e, così, giusto prima di entrare in argomento, ho notato che dietro la sua scrivania campeggiava una lavagna piena di ritagli su Calciopoli. Da qui la domanda: «Vedo che è tifoso della Juve, eh?». Ecco, è stato come se avessi schiacciato un bottone: la persona che stava davanti a me improvvisamente ha cambiato faccia, colore e timbro di voce e a quel punto è partita una valanga di parole durata una decina di minuti nella quale sono riuscito a distinguere cose come «Moratti», «Moggi», «Guido Rossi», «ingiustizia» e «scudetto di cartone». Finito l’effetto alla Hulk tutto è tornato normale.
Immagino che sabato sera si siano visti molti omoni verdi in giro per l’Italia. Uno ci ha mandato una mail dal titolo «Siete peggio dei comunisti», si chiama Agostino, e variando colori, corpo e carattere del testo a seconda degli insulti, ci ha scritto così: «Ci sono tanti modi per raccontare un evento come una partita di calcio, ad esempio come Voi avete fatto per la partita di ieri sera REGGINA-Juventus. Leggo testualmente: Dondarini pessimo... Un rigore condanna la Juve, Ma la Juve condanna l'arbitro. Tutta l’Italia ha visto che è stato un certo signore da Finale Emilia di cognome DONDARINI che ARBITRARIAMENTE e VOLANTARIAMENTE ha CONDANNATO la Juventus. VEROGNATEVI VEROGNATEVI VEROGNATEVI. Altro che paladini della Libertà, descrivendo i fatti in modo subdolo “dicendo e non dicendo” esercitate una DITTATURA peggiore di quella dei tempi dei gulag». Anche in questo caso, finito l’effetto e tornato di colore normale, immagino che Agostino abbia compreso che scrivere «Dondarini pessimo» vuol dire (e dicendo) che l’arbitro ha danneggiato la Juve.
Però il problema ormai è questo: una volta erano gli interisti, oggi sono gli juventini, ma il clima è lo stesso e l’«adesso basta» con il quale avevamo titolato settimane fa è lo stesso reclamato adesso da Cobolli Gigli. Un appello che la federazione e gli arbitri dovrebbero cogliere al volo, perché è inutile voler spiegare il giorno dopo che non c’è malafede se ogni volta diventa più difficile accorgersi della diferenza che c’è con la semplice imperizia. Il campionato è ancora vivo, la Roma si avvicina all’Inter e mercoledì può metterle davvero paura nello scontro diretto. Ci sarebbe molto da raccontare insomma se il nostro calcio ricominciasse a fare qualcosa di calcistico. Invece, ogni settimana, siamo qui a parlare di arbitri, di errori e di vicini di casa, amici o semplici conoscenti che si trasformano in incredibili Hulk.
Adesso basta davvero, dunque, è l’ora di fare qualcosa sul serio prima che il nostro calcio ripiombi definitivamente nel clima di Calciopoli. E prima che schiacciare quel bottone diventi troppo pericoloso.