...NON SEMPRE LO SCHERZO VALE

Ecco le burle più incredibili degli ultimi trent’anni

POVERO D’ANNUNZIO
Solo per vedere l’effetto che fa un'alunna della scuola elementare «Giacinto Gallina» di Venezia, ha deciso di presentare, sotto mentite spoglie, Gabriele D'Annunzio al concorso di poesia indetto dal circolo culturale «Renato Nardi». La ragazzina, nove anni, ha copiato da un libro di testo sedici versi del Vate dedicati al Carnevale, che era anche il tema del concorso, e li ha presentati in gara. Risultato: la poesia di D'Annunzio è stata giudicata dalla giuria meritevole solo del secondo premio, dietro un tizio qualsiasi. Vate retro.
Venezia (Italia), 1988
IL GATTO SURGELATO
Il quotidiano austriaco Tiroler Tageszeitung l’aveva annunciato con il dovuto stupore: nella zona di confine tra Italia ed Austria, dove nei mesi scorsi era venuta alla luce la mummia dell'Uomo del Similaun, era stato ritrovato un gatto mummificato, forse suo compagno di avventura. Il gatto è stato trovato da un certo dottor Heralt Schneider «glaciologo e matematico», e sarebbe un esemplare di cinquemila anni fa. Poi però del gatto delle nevi sono sparite tutte le tracce. Pare che a metterlo in fuga sia stato l’intervento dei cani da valanga.
Innsbruck (Austria) 1992
CHI È SENZA PECCATO
Eli Wilkess, pastore della Chiesa metodista della Carolina del sud, è stato arrestato a Città del Messico, dopo la denuncia di una prostituta che lo ha accusato di averla pagata con cinque biglietti da venti dollari falsi. Il religioso si è giustificato ammettendo il peccato della carne ma spiegando di aver rifilato i soldi falsi alla ragazza per scherzo, sicuro che una volta scoperta la burla ci avrebbe riso sopra. Il giudice però non gli ha creduto anche perché poche ore prima aveva cercato di cambiare gli stessi dollari in aeroporto. Il classico scherzo da prete.
Città del Messico (Messico) 1987
ORECCHIE DA MERCANTE
«Per evitare di scatenare panico» il Gran rabbino sefardita Mordechai Eliahu aveva pregato tutti gli israeliani di evitare di travestirsi da arabo per il Purim, il Carnevale ebraico. L’appello però non è arrivato all’orecchio di Avshalom Seri, 22 anni, che a Herzlya oltre a vestirsi da arabo aveva preso a importunare i passanti con un grosso bastone fino a quando un ufficiale di passaggio non gli ha intimato di smetterla. Credendolo un soldato mascherato Avshalom invece ha preso a bastonate pure lui, prendendosi due pallottole di risposta. Così impara a sparare cavolate.
Tel Aviv (Israele), 1992
PAURA DI VOLARE
«Se non mi senti entro un’ora e mezzo, guarda la tv... sappi che ti ho sempre amata». Aveva ricevuto l’sms dal marito, in volo sul Napoli Capodichino-Torino Caselle, e si era spaventata a morte. Pensava a kamikaze terroristi o peggio a un tentativo estremo di suicidio del suo lui visto che pochi ore prima avevano avuto un litigio violentissimo. Così lei ha avvisato la polizia e la polizia e ha fatto scattare l’allarme antiterrorismo. L’aereo, fatto parcheggiare in un’area laterale, è stato subito circondato da blindati, tiratori scelti e agenti armati di mitra e giubbotto antiproiettile. Lui, Claudio Urciuolo, 42 anni, funzionario di un’azienda torinese, non si aspettava certo che il suo scherzo avesse un simile effetto. È caduto letteralmente dalle nuvole.
Torino (Italia) 2006
LA VENDETTA DELL’EX
Quel necrologio sul Times sembrava il messaggio in codice di una spia. Annunciava addolorato l’improvvisa morte in Cornovaglia di Mark, Timoth e James, figli prediletti della contessa tedesca Marguarita Von Hessen. A mettere l’annuncio un magistrato londinese, Rita Colman, per conto, diceva, della nobildonna. Poi la scoperta: il marito di Rita Colman altri non è che l’ex coniuge della contessa medesima; Mark, Timoth e James in realtà stanno benissimo. È stata invece la contessa a finire quasi sottoterra per lo choc. Per il macabro scherzo il magistrato è stato denunciato. Perché più che imbrogliare bara.
Londra (Inghilterra) 1985
FUOCO, FUOCHINO, ACQUA...
Sull’ultimo numero della Rabociaia Tribuna era uscito un articolo sensazionale: «Gli scienziati russi sono riusciti dopo anni di ricerche a creare una piantagione di fiammiferi». Coltivando funghi particolari dal gambo lunghissimo gli scienziati dell’Istituto di botanica erano riusciti, non si sa come, a far crescere fosforo sulla cima. Spiegando: «I funghi fiammiferi crescono in cinque giorni e sono facilmente coltivabili sui balconi». Sembrava la scoperta del secolo. E invece era un fuoco di paglia.
Mosca (Russia) 1994