Non sentono il treno Due operai travolti nel cantiere sui binari

da Catania

Travolti dal treno mentre stavano sistemando le traversine dei binari. Forse indossavano le cuffie antirumore e per questo non si sono accorti del treno regionale che da Palermo stava attraversando la piccola stazione di Motta Sant'Anastasia, nel Catanese. Ma forse non le avevano e questo lascia immaginare che alla base dell'incidente ci possano essere precise responsabilità.
Hanno avuto appena il tempo di gridare aiuto, un attimo dopo sono stati sbalzati a poche decine di metri. Da una parte Fortunato Calabrese, 58 anni, operaio prossimo alla pensione, dall'altra Giuseppe Virgillito, 35 anni, a un passo dal matrimonio programmato per il prossimo ottobre. I due facevano parte di una squadra di cinque tecnici: i lavori erano in corso di esecuzione a «linea aperta» e il treno, partito dal capoluogo siciliano con destinazione Catania, non doveva fermarsi in quella stazione, ma soltanto rallentare. Così come avrebbe fatto. Ma il macchinista avrebbe visto soltanto all'ultimo momento i due operai sui binari che a quanto pare si trovavano a circa 200 metri dal cantiere: avrebbe azionato il fischio di segnalazione più volte e frenato. Ma inutilmente, perché l'impatto è stato inevitabile. I due operai sono morti sul colpo. La dinamica di un incidente che forse poteva essere evitato, l'ha fornita il macchinista del treno. Sconvolto e in lacrime è stato ascoltato in Procura: «Ho frenato ho pure gridato, sperando che mi sentissero. Ma loro, di spalle, hanno continuato a lavorare e non si sono accorti del treno». I pm hanno aperto un fascicolo ipotizzando il reato di omicidio colposo plurimo: «Il nostro primo obiettivo - ha spiegato il procuratore aggiunto Vincenzo Serpotta - sarà ricostruire la dinamica dell’accaduto e accertare eventuali responsabilità nel caso in cui la tragedia poteva essere evitata».
Trenitalia si è affidata a uno stringato comunicato: «La squadra di lavoro aveva una composizione a norma e coerente con l'entità e la tipologia delle attività da eseguire, ed era stata dotata di tutto l'equipaggiamento e delle attrezzature necessarie». Avviata da parte di Rfi una seconda inchiesta. Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli, ha inoltre disposto una terza inchiesta sull'incidente. Nel primissimo pomeriggio il ministro ha avuto un colloquio telefonico con l'amministratore delegato di Fs, Mauro Moretti. «Desidero inviare ai familiari dei due operai che hanno perso la vita - ha detto Matteoli - la più sentita solidarietà, mentre auspico che le inchieste avviate possano risalire in tempi rapidi alle modalità dell'incidente, alle cause che lo hanno determinato, individuando eventuali responsabilità».
L'incidente ha provocato le reazioni a catena nel mondo politico. Si ritorna a parlare del problema sicurezza e della tragica crescita delle morti bianche. Per la Cgil «l'incidente è frutto dei tagli continui sulla sicurezza». «Questi morti si potevano evitare se non fosse mancata la figura di norma preposta al controllo dei transiti di treni durante le manutenzioni».
Il presidente del Senato, Renato Schifani, ha affermato di «avere appreso con immenso dolore» della tragedia e ha osservato come «il ripetersi di questi drammatici eventi risulta davvero inaccettabile».