Non serve una lapide per ricordare Oriana

Oriana Fallaci è morta da un mese ed il rischio è che finisca sepolta nell’oblio sigillato da qualche targa di marmo con il suo nome inciso. Non possiamo permettercelo perché l’Italia ha ancora bisogno di lei, ha bisogno che si vada avanti per la sua strada. Oriana aveva un talento, una spigolosità e un'intransigenza che erano i frutti naturali dello sdegno che si possono permettere soltanto le persone che camminano con la schiena diritta. Nessuno, dunque, la potrà sostituire come persona. Ma la sua lezione di denuncia sì, va seguita e proseguita come se fosse viva fra noi, come se domani uscisse un suo nuovo libro.
Ieri abbiamo ricordato come il «progressista» governo Prodi sia in realtà un governo oscurantista e reazionario, perché il progresso abita dalla nostra parte e non dalla sua: dopo l’attacco alla Tav, al Mose, al Ponte sullo Stretto, Rutelli ha completato l’opera sparando a zero su Malpensa. Oggi vogliamo, proprio per rendere omaggio ad Oriana, ricordare che il governo si propone di islamizzare l’Italia e, prima della metà del secolo, far diventare gli italiani storici una minoranza etnica grazie alla cittadinanza concessa a chiunque viva in Italia da soli cinque anni. Così la sinistra conta di far cassa di voti in vista di un futuro in cui la democrazia occidentale sarà stata sepolta in una melma di prescrizioni a noi ostili.
Abbiamo già scritto che il problema non è quello degli immigrati in quanto immigrati, ma quello degli immigrati in quanto musulmani e non perché noi abbiamo qualcosa contro di loro, ma perché molti di loro hanno tutto contro di noi qui, a casa nostra. Non c’entra la povertà, non c’entrano i palestinesi, ma soltanto il desiderio di conquista e di dominio che molti islamici coltivano come un precetto della loro religione. Ciò che accade in Italia oggi è però totalmente controcorrente rispetto a quanto accade nel Regno Unito, dove il governo laburista ha dovuto fare i conti con la tragedia degli attentati perpetrati da cittadini musulmani tecnicamente inglesi. E anche rispetto a quanto accade in Francia, dove il fatto che Parigi sia stata messa a ferro e fuoco dai figli dei figli di immigrati musulmani ha imposto una revisione profonda nei rapporti fra Stato francese ed Islam. E rispetto alla Germania del socialista Schröder che prima di lasciare aveva predisposto barriere severissime per contenere e controllare l’immigrazione islamica, misure che sono state integralmente adottate e rafforzate da Angela Merkel.
Il problema è attuale e bruciante nell’Olanda in cui è stato macellato Van Gogh o in Svezia, dove molte città sono ormai islamiche. Da noi governo e società sono stati capaci di inghiottire un rospo velenoso come quello del padre islamico che prende un coltello e scanna come un agnello la propria figlia colpevole di non rispettare, in Italia, le leggi straniere di suo padre. Tutti zitti. Tutti inchiodati dalla paura. Tutti a chiedere scusa per conto del Papa minacciato anche dall’impareggiabile battuta dello spiritoso spiritista sulle guardie svizzere.
Vedi bene, cara Oriana, se ancora esisti da qualche parte e ci vedi, quanto lavoro ci sia da fare anche in tuo nome qui da noi. E quanto grave sia la minaccia che nel nostro Paese si fa più pesante senza incontrare ostacoli ma trovando anzi scivoli, inviti, accomodamenti e persino le minacce di politici italiani dell’estrema sinistra agli islamici moderati. Ecco perché noi non possiamo seppellirti nell’oblio, cara ragazza Oriana, tanto scontrosa e irrequieta, quanto giusta. Non possiamo farlo perché avevi visto per prima e da un pezzo ciò che si stava preparando nella vergogna e nella menzogna. Adesso resta poco tempo e molta angoscia.
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