Non si fermano le violenze Pioggia di bombe a Bagdad

Almeno 23 morti nella capitale oggetto di colpi di mortaio. In quattro giorni di scontri le vittime sono state oltre 200

da Bagdad

Piovono colpi di mortaio su Bagdad, mentre in tutto l’Irak si registrano stragi e attentati e non si arrestano gli attacchi ai luoghi santi. Nella capitale irachena, bombe sono cadute sul distretto a maggioranza sunnita di Dora, provocando la morte di quindici civili e il ferimento di altri 43. Poco prima, otto persone erano state uccise e altre 32 ferite da colpi di mortaio in altri due quartieri di Bagdad, su un mercato di verdura a Saidiya e su Abu Tchir, quartiere sciita all’entrata sud della capitale. In tutto, almeno 17 vittime e decine di feriti.
Ma in ogni parte dell’Irak, malgrado gli sforzi di pacificazione degli stessi rappresentanti religiosi sciiti e sunniti, non si ferma la catena di violenze apertasi mercoledì scorso dopo l'attentato alla moschea al Askary di Samarra, e che hanno finora provocato oltre duecento vittime. Due poliziotti iracheni sono stati uccisi a Madaen (30 chilometri a sud di Bagdad) da colpi di mortaio, mentre due soldati statunitensi sono stati dilaniati dall’esplosione di una bomba sul ciglio di una strada a Bagdad.
In uno scontro a fuoco tra un gruppo di uomini armati e le forze dell'ordine, a Mosul, nel nord, sono morte sei persone: tre poliziotti e tre degli aggressori. Altri tre civili iracheni sono morti e sei sono rimasti feriti dai colpi di mortaio lanciati contro due case a Hurriyah.
E le violenze non hanno risparmiato neppure i ragazzini. Uomini armati hanno aperto il fuoco ieri su un gruppo di adolescenti che giocavano a calcio nella città di Baquba, uccidendo due ragazzi e ferendone altri cinque. Una fonte della polizia ha parlato di «attacco a sfondo religioso» nell’ambito dell’escalation di violenze fra sciiti e sunniti. La fonte ha dichiarato che tre uomini a bordo di un'automobile si sono fermati vicino al luogo dove si stava svolgendo la partita di calcio e dov’erano radunati i ragazzi, facendo fuoco sulla folla. L'attentato è stato compiuto in un quartiere di Baquba dove convivono sciiti e sunniti.
Proseguono anche gli attacchi ai luoghi santi. Una bomba è esplosa in una moschea sciita, a Bassora, provocando il ferimento di due persone. L'ordigno è esploso nella parte della moschea dove i fedeli compiono le abluzioni prima di dedicarsi alla preghiera. La moschea si trova nel centro di Bassora ed è meta di pellegrinaggi da tutto l'Irak perché gli sciiti ritengono che uno dei «12 imam» vi si fermò per pregare nel IX secolo.
Intanto, all’appello unitario all’unità nazionale e alla calma lanciato sabato da tutti i leader politici sciiti, sunniti e curdi dopo la riunione in casa del premier Ibrahim Jaafari, ieri si è a suo modo inchinato anche Moqtada al Sadr. Sadr e i suoi miliziani sono accusati dai sunniti di violenze nei confronti sulla comunità sunnita dopo la distruzione del mausoleo dalla cupola d'oro di Samarra. Sadr ha lanciato un appello per una manifestazione unitaria a Bagdad per chiedere il ritiro delle forze statunitensi. Il leader estremista ha spiegato che «sunniti e sciiti devono sostenersi e aiutarsi perché» gli iracheni «sono destinati a unirsi di fronte ai crociati».