«Non si fuma in scena», spettacolo sospeso

Nino Materi

Signor Sebastiano Lo Monaco, lo sa che da ieri lei è entrato nella storia del teatro italiano?
«Be’ effettivamente sono quasi trent’anni che faccio l’attore».
Ma cosa ha capito... Ci riferiamo al fatto che non si era mai visto prima d’ora un attore che, nel più bello di una rappresentazione in palcoscenico, è costretto a spegnere il sigaro a causa delle rimostranze di un’anziana spettatrice (...)

(...) in prima fila.
«E invece è andata proprio così. Per ragioni di copione il personaggio interpretato da me fuma nervosamente un Toscano».
Una puzza che, evidentemente, non è piaciuta alla signora.
«Lo spettacolo, Uno sguardo dal ponte di Arthur Miller, in cartellone al teatro Toniolo di Mestre, era cominciato da pochi minuti. Io avevo appena acceso il sigaro, ed ecco che dalla prima fila parte la contestazione».
Per caso stava recitando male?
«No, il problema era il Toscano».
Cosa le ha detto esattamente la sua «ammiratrice»?
«Che era una vergogna, che a teatro non si può fumare e che io stavo ammorbando l’aria».
Un concetto chiaro, tutt’altro che fumoso. E lei cos’ha fatto?
«Confesso che sono stato preso alla sprovvista. Ho fatto calare il sipario e mi sono ritirato per due minuti a riflettere in camerino».
Il pubblico parteggiava per lei o per la signora?
«Per molti probabilmente si è trattato di uno spettacolo nello spettacolo. Alcuni erano divertiti, altri infastiditi. Era chiaro, comunque, che la signora aveva confuso il divieto di fumo in platea con l’esigenza di copione».
E poi?
«Poi sono tornato in scena e impugnando con una mano un portacenere e con l’altra il sigaro ancora acceso l’ho spento davanti a tutti e 800 gli spettatori».
Insomma, ha vinto la vecchietta.
«In un certo senso sì, anche se a mia volta ho rimarcato l’assurdità di quella protesta. Tuttavia ho deciso di modificare il copione, proseguendo nella parte senza sigaro».
A proposito, la legge Sirchia cosa prevede in casi del genere?
«Mi sono informato, e posso assicurare che per ragioni “artistiche” a teatro gli attori possono fumare. Anche per questo sono sempre presenti dietro le quinte almeno due vigili del fuoco».
Perdoni la curiosità, ma lei fuma abitualmente?
«Assolutamente no, non ho mai fumato in vita mia».
Però quando è in scena va giù duro col sigaro.
«Ovviamente non lo aspiro. Non è comunque colpa mia se nello spettacolo indosso i panni dell’emigrante Eddie Carbone che al suo Toscano non sa proprio rinunciare».
A fargli togliere il vizio ha pensato però la nostra amica amante del teatro ma nemica del fumo passivo.
«Quel sigaro acceso era importante da un punto di vista drammaturgico. Ho deciso di spegnerlo per rispetto verso quella signora, ma di questo atto ho chiesto venia al resto del pubblico».
Scusi Lo Monaco, ma lei è lo stesso Lo Monaco che qualche anno fa al teatro di Bologna portò il caffè a una signora che in prima fila si era addormentata durante un suo spettacolo?
«Sì, sono io».
Allora ce l’ha per vizio. Ma è vero che ha recitato anche con Paola Borboni?
«Dall’88 al ’94 è rimasta scritturata nella mia compagnia Sicilia Teatro. Persone come lei non se ne vedono più a teatro».
Deluso?
«Sì, perché in Italia si sta facendo di tutto per far morire il teatro. E a ucciderlo non sarà certo il fumo di un sigaro».
Nino Materi