«Ma non si può abrogare una legge se non è ancora entrata in vigore»

Il professor Caravita: il provvedimento del governo creerà problemi legislativi

da Roma

«Questo decreto legge apre grossi problemi: non conosco precedenti legislativi di questo tipo. Quel che è certo è che si può abrogare una norma solo se questa è già entrata in vigore. E non è questo il caso». Beniamino Caravita, ordinario di Diritto pubblico all’Università la Sapienza di Roma, ha più di una perplessità sul decreto approvato dal Consiglio dei ministri che abroga la norma della Finanziaria sulla prescrizione dei reati contabili. E la legge finanziaria, com’è noto, entra in vigore il primo gennaio.
Ma c’erano altre strade per evitare questo decreto legge?
«Purtroppo, non mi sembra che - a questo punto - ce ne potessero essere altre. Ma, ribadisco, per abrogare una norma, questa deve entrare in vigore».
Mi scusi professore, ma cosa avrebbero dovuto fare governo e Parlamento per evitare di trovarsi in questa situazione?
«La cosa più saggia sarebbe stata quella di eliminare il comma in questione durante l’iter parlamentare. E quindi portare la legge finanziaria in quarta lettura. Ma i problemi non finiscono qui».
Vale a dire? Ce ne sono altri?
«Certo. Se passa il principio che il decreto può cancellare una norma solo se questa è entrata in vigore, scatta anche il principio che si deduce dall’art. 27 della Costituzione del favor rei».
E sarebbe?
«Che all’imputato può essere applicata la norma penale più favorevole, quale appunto sarebbe quella introdotta con la norma sulla prescrizione dei reati contabili. Il caso, però, è controverso. Il favor rei si applica alle norme penali, mentre qui siamo in presenza della responsabilità contabile. Da questa controversa situazione, discendono due ordini di problemi. Il primo: la norma della Finanziaria è entrata in vigore, tanto da essere abrogata. Il secondo, ma se è entrata in vigore, scatta il favor rei».
A questo punto, chi può dirimere la questione?
«Lo può fare anche il giudice ordinario, senza ricorrere alla Corte Costituzionale. Forzatura per forzatura, forse sarebbe stato meglio che il governo avesse previsto nel decreto il principio della retroattività. Cioè, doveva farlo retroattivo. In tal caso, la Consulta avrebbe dovuto stabilire se il principio della retroattività, introdotto per di più attraverso un decreto, sarebbe stato costituzionale o meno...».
In questo modo, il rischio è che i ricorsi alla Corte Costituzionale arrivino ugualmente...
«Non vorrei sembrare ripetitivo. Ma, come ho detto all’inizio, questo decreto apre grossi problemi. Si può cancellare una norma solo se questa è entrata in vigore. Ed il decreto legge in questione abroga un comma della legge finanziaria che entrerà in vigore il primo gennaio. Nella migliore delle ipotesi, quindi, contestualmente all’entrata in vigore del decreto stesso».